Class action, cambiano le regole. Ortis: norma a difesa dei cittadini e delle imprese oneste

Class action, cambiano le regole. Ortis: norma a difesa dei cittadini e delle imprese oneste

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Il Ddl che riforma il provvedimento ha avuto ieri il sì definitivo del Senato


CAMPOBASSO. Class action, sì definitivo del Senato, il senatore molisano del M5s Fabrizio Ortis ha votato a favore del Ddl. “Un provvedimento a tutela di tutti i cittadini e delle imprese oneste – ha spiegato il parlamentare - basato su una norma improntata ad equità e difesa dei più deboli che prevede il passaggio dal Codice del Consumo a quello di Procedura Civile”.

Per Ortis la norma precedente prevista nel Codice del Consumo aveva evidenti limiti applicativi, che saranno superati. “Con questa legge – ha dichiarato - diamo la possibilità di fare azioni legali a tutti, in nome proprio o in rappresentanza di altri soggetti che non partecipano al processo, ma con i quali si condividono lo stesso tipo di danno e di richieste contro aziende e multinazionali".

"Saranno aumentate le situazioni giuridiche tutelate – ha aggiunto - migliorandone la validità e l’efficacia e consentendone un’applicazione più semplice. È previsto anche il passaggio di competenza dal Tribunale alla sezione specializzata in imprese dei Tribunali: ci sarà dunque una figura specializzata che si occuperà del caso senza intasare la giustizia ordinaria, facendo abbreviare i tempi per le decisioni”.

“Le multinazionali – ha rimarcato ancora Ortis - spesso danneggiano l’operato degli imprenditori italiani che investono nei nostri territori, agendo da padroni in alcuni settori di mercato, come quello agricolo. Ora invece ci saranno strumenti per potersi difendere concretamente: a cominciare dalle nuove modalità di adesione all’azione, possibile anche dopo la sentenza di merito che accoglie la class action, o la previsione dell’azione inibitoria collettiva, che permette di chiedere al giudice di far cessare comportamenti scorretti lesivi di una pluralità di soggetti o il divieto della loro reiterazione. Con questa legge – ha concluso il senatore - l’unione fa veramente la forza”.

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