La Neuromed approda in Puglia: acquisita la Kentron, salvi 120 posti di lavoro

La Neuromed approda in Puglia: acquisita la Kentron, salvi 120 posti di lavoro

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Il gruppo di Pozzilli ha rilevato una struttura a rischio fallimento. Un’operazione da poco meno di 6 milioni di euro



CAMPOBASSO. La Kentron di Bari nel gruppo Neuromed, che dopo il Molise, la Campania e il Lazio approda in Puglia. Salvando anche 120 posti di lavoro.

Con la cessione di Kentron, la clinica Giovanni Paolo II di Putignano, presidio di notevole rilievo per l'area sud-est di Bari e per l'intera sanità pugliese, entra a tutti gli effetti nella rete Neuromed. Un’operazione da poco meno di 6 milioni di euro per il gruppo di Pozzilli, che già gestisce una quindicina di strutture nel Centro-Sud d’Italia.

Per scacciare lo spettro del fallimento - il capitale della società che deteneva la maggioranza delle quote era stato sequestrato dalla Procura di Bari - è stata necessaria una lunga trattativa. I 120 dipendenti hanno dimostrato di credere nel rilancio della clinica e nell'operato dell'amministratore giudiziale Sebastiano Panebianco (insediatosi a fine 2016): per svariati mesi hanno lavorato senza ricevere lo stipendio. Una dedizione che sarà ripagata: saranno gli unici a ottenere il 100 per cento dei crediti. Tutti gli altri (compreso lo Stato) otterranno dal 5 al 13 per cento delle proprie competenze.

L'Agenzia delle Entrate, che rappresentava il 40 per cento del debito di Kentron, aveva inizialmente detto no alla transazione fiscale ma è poi tornata sui propri passi, riconoscendo la sostenibilità del piano elaborato dall'amministratore giudiziale. Anche il sistema bancario, con l'importante investimento del gruppo Neuromed, ottiene un ritorno certo, con l'assistenza di IPeF Studio Legale e del partner Gianluigi Iannetti.

Con l'acquisizione di Kentron, il gruppo molisano Neuromed espande alla Puglia la propria rete di centri clinici, consolidando l'ascesa tanto solida quanto rapida cominciata cinque anni fa. Con investimenti notevoli sulla ricerca, l’85% degli utili, che ne hanno fatto un riferimento europeo per le malattie rare. Il gruppo dispone di circa 1.500 posti letto e ha un fatturato annuo di circa 200 milioni di euro.

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