Isernia, Senologia a rischio: riesplode la protesta del comitato

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Domani 10 aprile il sit-in in via Genova a seguito delle mancate risposte dei commissari sul futuro del reparto del ‘Veneziale’ destinato alla chiusura e al trasferimento a Campobasso



ISERNIA. Quale futuro per il reparto di Senologia del ‘Veneziale’ di Isernia? Lo chiede da tempo il comitato nato a salvaguardia del centro. Ma le risposte da parte dei commissari alla Sanità non sono mai arrivate e per questo la protesta si sposta a Campobasso.

Lo ha annunciato il portavoce del comitato Emilio Izzo. “Dopo un poco educato silenzio da parte dei commissari alla sanità della regione Molise, domani ì 10 aprile alle ore 10.30 – ha annunciato -, saremo noi da loro in via Genova a Campobasso, per protestare e per ottenere quell’incontro con la struttura commissariale rimasta inevasa dal 27 di febbraio scorso! Come è ormai cosa nota, il reparto di Senologia, sarà chiuso per trasferirsi al Cardarelli di Campobasso in barba a qualsiasi logica sociale e territoriale.

L’attività svolta dai medici e dal personale tutto del reparto isernino negli anni, ha avuto il sincero e convinto plauso da parte di centinaia di persone che, loro malgrado, si sono dovute sottoporre all’attenzione della struttura. Professionalità e umanità, hanno contraddistinto l’operato dei medici nei confronti di sempre più corpose unità di cittadini prese dal gravoso compito di fronteggiare malattie purtroppo non sempre benigne. Adesso, al loro calvario, vorrebbero aggiungere anche distanze chilometriche che non aiuterebbero certamente i portatori di malattie a sentirsi meglio, anzi, peggiorerebbero di gran lunga la loro già pessima situazione. Ma saremo dai commissari anche per ribadire che il territorio dell’isernino ha già dato tanto alla spoliazione e alla logica politica dell’annientamento di un’area geografica a loro non cara. Ci affideremo al senso di appartenenza, quello che manca alla classe politica territoriale (piccoli esempi a parte) e all’amore per il giusto, per portare a casa un risultato che veda riconosciuti i nostri diritti acquisiti, gli stessi raggiunti con anni di sacrifici e di lotte.

E se senologia non ride, ortopedia, oncologia, neurofisiopatologia e tanto altro, non stanno meglio. Infatti, appena dopo il reparto di cui trattasi, è già pronto tutto il resto per smantellare la sanità pentra! Gli esempi di Agnone e Venafro ancor più, ci dicono che alla protesta dovremmo essere in tanti perché – ha concluso - con la salute non si scherza!”.

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