Comunali, Tramontano rilancia la candidatura a sindaco. Ma le civiche pronte a correre da sole

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Il consigliere comunale, designato nel centrodestra dai leader nazionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, prende la parola, il giorno dopo le polemiche seguite all’invio del documento che ricalca l’accordo di Arcore. Il suo appello all’apertura si scontra con la minaccia delle liste non di partito di presentare una propria leadership. I nomi che circolano sono quelli di Corrado Di Niro, Salvatore Colagiovanni e Francesco Pilone. Mentre si continua a lavorare sull’ipotesi Aldo De Benedittis



di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. “La mia candidatura a sindaco della città di Campobasso nasce dalla esclusiva volontà di servire i cittadini”. Alberto Tramontano rompe il silenzio, all’indomani della ‘guerra’ di comunicati stampa e della rivolta delle liste civiche, scoppiata dopo l’invio del documento con l’accordo locale Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia, che ricalca l’accordo di Arcore.

Un documento firmato dai leader molisani dei tre partiti di centrodestra, Luigi Mazzuto, Annaelsa Tartaglione e Filoteo Di Sandro, che ribadisce l’intesa Salvini-Berlusconi-Meloni: Campobasso alla Lega, con Alberto Tramontano, e Termoli a Forza Italia, con Francesco Roberti.

Comunicato a cui ha fatto seguito, a stretto giro di posta, quelli di Campobasso del futuro e Campobasso al centro, le civiche che avevano sostenuto la candidatura del presidente dell’Acem Corrado Di Niro. E poi di Democrazia popolare, schierata per Francesco Pilone. Civiche che hanno contestato (non apertamente) il nome di Tramontano, hanno rigettato (apertamente) il metodo seguito e chiesto al governatore Donato Toma di convocare subito il tavolo della coalizione. Ampliando la trattativa alle liste non di partito.

Ringrazio la Lega-Salvini Premier, Forza Italia e Fratelli d’Italia per la fiducia riposta nella mia persona – ha dichiarato oggi Tramontano - Lavorerò con determinazione e umiltà per ampliare il campo del Centro-destra”.

Quindi l’apertura al dialogo. “Partirò dalla predisposizione di linee programmatiche chiare e concrete – ha detto ancora il consigliere - condivise con le forze politiche locali e con le forze civiche che vorranno aderire ad un comune programma di governo. Campobasso ha urgenza di idee e azioni innovative e di donne e uomini capaci, onesti e laboriosi”.

“La mia campagna elettorale – ha aggiunto ancora - si fonderà sul dialogo, l’ascolto e la disponibilità nei confronti dei cittadini, delle associazioni, degli operatori economici e delle categorie professionali. Si può e si deve cambiare – ha concluso Tramontano – insieme, con la politica del buonsenso”.

Parole di grande moderazione, che arrivano insieme a un appello al confronto. Ma la partita, su Campobasso resta aperta. E le indiscrezioni parlano di riunioni serrate tra i rappresentanti delle liste civiche. Cinque formazioni pronte a correre da sole, con un proprio candidato sindaco: da rumors i nomi che sarebbero stati fatti sono quelli di Corrado Di Niro, del consigliere di Democrazia popolare Francesco Pilone e dell'ex assessore Salvatore Colagiovani.

Così come i rumors danno sempre in testa al totosindaco nel centrodestra l’avvocato, ex assessore ed ex consigliere Aldo De Benedittis. Per una parte della coalizione il nome sul quale si potrebbe raggiungere l’unità.

La trattativa va avanti, tra tavoli ufficiali e riunioni carbonare. Per chiudere quanto prima la partita. Mentre il termine per la presentazione delle liste si avvicina inesorabilmente. E l’habemus papam, almeno quello ufficiale, ancora non arriva.

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