Calenda all’attacco: il Molise per la Lega di Salvini? Solo poltrone e terra di conquista

Calenda all’attacco: il Molise per la Lega di Salvini? Solo poltrone e terra di conquista

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L’esponente del movimento ‘Prima il Molise’ chiede a Toma se il partito rappresentato da Mazzuto in Giunta sia un alleato leale visti i ‘due pesi e due misure’ adottati in tema di Sanità dopo il ‘salvataggio’ del governatore della Campania, Vincenzo De Luca


CAMPOBASSO. Ma la Lega di Matteo Salvini è alleata o meno del governatore Toma? La domanda, tutt'altro che inopportuna, arriva all’indomani del salvataggio – in tema di Sanità – del presidente della Regione Campania. Due pesi e due misure? E il consigliere regionale Mena Calenda a ragionare di figli e figliastri.

“La Lega, ancora una volta, ha dimostrato che il Molise, per i vertici nazionali del Carroccio, è solo terra di conquista, utile per spartirsi poltrone e incarichi; diventa invece terra di nessuno quando ci sono problemi da affrontare, quando bisogna sostenere fattivamente un territorio in difficoltà” attacca senza filtri l’esponente del movimento ‘Prima il Molise’, eletta con la Lega e poi silurata dallo stesso ‘capitano’ Salvini all’indomani delle critiche mosse nei confronti dell’assessore esterno, in quota Carroccio, Luigi Mazzuto.

aida e mena

La Lega ha letteralmente salvato il governatore De Luca, bloccando, di fatto, la nomina di un nuovo commissario e sub commissario. Il partito di Salvini ha messo i bastoni tra le ruote ai Cinque Stelle evitando in questo modo il siluramento dell’attuale commissario, il governatore Vincenzo De Luca ed escludendo, almeno per il momento, che alla guida della sanità campana arrivino dei tecnici. Due pesi, due misure, perché in Molise Salvini ha fortemente sponsorizzato l’arrivo del commissario esterno, eludendo la possibilità che il ruolo potesse essere svolto dal presidente Toma” Il discorso della Calenda non fa una piega. “In Molise il governo giallo-verde, dividendosi la posta in palio, non ha esitato nemmeno un attimo a nominare dei tecnici alla guida della sanità. Nessun ripensamento, nessuna parola di supporto al governatore Toma da parte della Lega, nonostante la Giunta regionale sia di centrodestra e il Carroccio vi sia rappresentato”.

In Molise la struttura commissariale c’è, nonostante le battaglie del presidente della Regione e nel silenzio più cupo dei vertici regionali della Lega. “Credo che per il presidente Toma sia arrivato il momento di interrogare alcuni partiti che sulla carta dovrebbero sostenerlo ma che, in realtà, continuano a interessarsi solo di poltrone.

Dov’era la Lega quando bisognava difenderlo dalla mancata nomina a commissario? Senza dimenticare che la Lega, con il suo assessore, sta letteralmente bloccando le politiche del lavoro e, in ultimo, sta frantumando il centrodestra attraverso l’imposizione del proprio candidato sindaco a Campobasso, la domanda sorge spontanea: è ancora il caso di continuare a considerare la Lega un alleato? E ancora il caso di tenere in Giunta un assessore che sta pensando solo al tornaconto dei vertici nazionali del suo partito? Credo per il presidente Toma sia arrivato il momento di riflettere seriamente”.

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