Comunali, Battista candidato del centrosinistra unito: con me Campobasso continuerà a cambiare

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Il sindaco in carica, scelto per rappresentare per la seconda volta la coalizione, fa il suo racconto delle ultime settimane di trattative, in cui a un certo punto era sembrato anche che la convergenza sul suo nome potesse saltare. L’appello ai cittadini a valutare il lavoro fatto e l’invito al confronto rilanciato alle liste civiche, in un’intervista a tutto campo



di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Ha incassato il via libera al ‘mandato bis’ in un clima tutt’altro che idilliaco. Fatto di delegittimazioni e anche di qualche coltellata alle spalle. Giorni in cui sembrava che tutto potesse saltare. E in cui ha evitato rigorosamente di parlare. “Non è il momento”, ha detto in più di un’occasione. Il momento ora è arrivato per Antonio Battista, sindaco di Campobasso uscente e candidato sindaco del centrosinistra unito.

Io agogno il dibattito – il suo primo commento – perché dopo il dibattito c’è la pace dei sensi. Abbiamo vissuto una situazione catartica, che ha fatto sì che ognuno di noi si facesse una ragione sul nome da individuare. E’ un bel segnale per il centrosinistra: si chiude a seguito di un confronto, anche animato, tra partiti, forze sociali, forze che provengono dai movimenti. C’è stato un dibattito appassionato, come si conviene, che poteva chiudersi anche con un’altra scelta in grado di fare sintesi. Da parte mia ringrazio il Pd e gli altri partiti, sono onorato di poter rappresentare ancora una volta il centrosinistra ,con il valore aggiunto dell’unità. Sappiamo quanto la mancanza di unità sia stata drammatica nel centrosinistra, a livello locale e nazionale. Noi ci presentiamo con un bell’assetto, di persone serie, che in modo serio vogliono continuare a governare la città di Campobasso, dando, come spero, anche un valido contributo rispetto allo sviluppo dell’Europa”.

Lei parla di centrosinistra unito, ma l’assetto è diverso rispetto a quello di cinque anni fa. Sicuramente ridotto perché alcune partiti o movimenti sono passati o sono in procinto di passare al centrodestra.
“L’assetto è diverso innanzitutto perché c’è la Lega, che cinque anni fa non esisteva è che riuscita a imporsi in campo nazionale. Per me la Lega è un valore negativo che permea il Centro-Sud, non per le persone, che sono tutte stimabili e squisite, ma perché i principi ispiratori sono quelli della peggiore destra che l’Italia abbia visto dal Dopoguerra ad oggi. Una destra sovranista, che non ha un rapporto equilibrato con il centro Italia e con il meridione. E’ inutile che io stia a ricordare le affermazioni dei vari leader leghisti e dello stesso Salvini. Sappiamo bene che il lupo cambia il pelo ma non il vizio, certe cose ti restano. Se io cresco con un’indole moderata o di centrosinistra cresco con quelle idee, propugno quel modo di governare il territorio. Chi abbraccia la Lega fa altre scelte”.

Il dibattito delle ultime settimane ha coinvolto anche le liste civiche. Crede che il confronto sia ancora aperto?
“Sì. Nelle prossime ore sarà mio dovere parlare con gli esponenti di queste liste civiche, capire quali esigenze ci sono, anche programmatiche. Se vorranno avere un rapporto, anche nella disponibilità alla partecipazione attiva, io sono pronto a ragionare con loro o con raggruppamenti che nel frattempo si dovessero creare”.

Come pensa invece di parlare con i consiglieri e, qualcuno dice anche con qualche assessore, che si prepara a fare il ‘salto della quaglia’, a candidarsi cioè con un altro schieramento?
“Per quanto riguarda gli assessori, con la firma del documento di fiducia, seguito all’azzeramento di Giunta, io ho acquisito lo loro disponibilità. Immagino che ci sia un modo onorabile di trascorrere l’esperienza politica. Per quanto riguarda i consiglieri io ho potuto godere della loro attenzione. Se oggi cambiano sono loro che devono dare spiegazioni, non io”.

Com’è cambiata la città rispetto a cinque anni fa, quando si è candidato per la prima volta a sindaco?
“La città è completamente trasformata, nelle azioni pratiche che riguardano il sociale, la cultura, i lavori pubblici, una parte dell’urbanistica. Abbiamo avviato azioni ferme anche da 40 anni. Alcune di queste azioni sono visibili, sono concrete, perché sono già state chiuse e impacchettate, altre hanno preso la vita in questi anni e si chiuderanno nel prossimo mandato. Proverò a spiegare meglio durante la campagna elettorale cosa abbiamo fatto, certo è che i social non ci aiutano: prevale il negativismo, gli atteggiamenti sommari. Non si vedono e non si vogliono vedere le cose che sono state fatte”.

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