Sanità: il Ministero boccia il Molise, intanto arriva l’ok all'assunzione dei medici in pensione

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Le criticità' che sono emerse durante il tavolo tecnico hanno riguardato una gestione sanitaria degli anni passati considerata “troppo discostata dai parametri della ragionevolezza sanitaria”



CAMPOBASSO. La situazione della sanità molisana è approdata a Roma nel tavolo tecnico tenutosi al Ministero delle Finanze. La prima riunione della struttura commissariale è stata guidata dal commissario ad acta Angelo Giustini e la sub commissario Ida Grossi. Presenti anche il direttore generale della Salute della Regione Molise, la dottoressa Gallo, il direttore generale dell'Asrem, il Gennaro Sosto. Il confronto è avvenuto alla presenza della dottoressa Adduce del Ministero delle Finanze, nonché dirigenti e collaboratori del Ministero della Salute.

“Al tavolo tecnico ministeriale – spiega in una nota il commissario ad Acta Angelo Giustini- la disamina ha riguardato la situazione della Sanità molisana degli ultimi dieci anni di commissariamento, ma in particolare il POS 2016/2018. Pertanto, le conseguenze di qualsivoglia provvedimento, successivo al tavolo tecnico dello scorso 11 aprile 2019, non sono ovviamente da imputare all'attuale struttura commissariale, che si è insediata il 27 dicembre 2018.

Le criticità' che sono emerse durante il tavolo tecnico – spiega Giustini- hanno riguardato una gestione sanitaria degli anni passati troppo discostata dai parametri della ragionevolezza sanitaria in senso lato. Pertanto, la valutazione della documentazione tecnica, inerente al Ministero delle Finanze, ha avuto un parere negativo con tutte le conseguenze del caso. Stiamo lavorando alacremente, tra tante difficoltà, passate e presenti – continua il commissario - per restituire ai molisani la dignità' che meritano in ambito sanitario strutture e servizi efficienti e di qualità, questi i nostri obiettivi”.

In riferimento alla proposta di contrattualizzare medici specialisti (in quiescenza), quali anestesisti, pediatri, ortopedici, chirurghi, radiologi, occorre evidenziare – evidenzia Giustini- che il tutto è stato fatto solo in seguito a concorsi e/o avvisi pubblici andati deserti, oppure per presenze minimali rispetto ai bisogni reali.
Si è proceduto, dunque, in tal senso, per evitare, che si venissero a creare, nel presente e nell'immediato futuro, situazioni "allarmanti" a danno dei cittadini, ma sempre dopo aver soddisfatto tutti i criteri di norma, riferiti alla circolare della legge Madia e sempre dopo avere constatato la non presenza di giovani leve in tale ambito. La proposta della struttura commissariale è stata accolta favorevolmente e successivamente dalla regione Veneto, Friuli, ecc. In risposta a ciò, si è fermi fino a quando il problema non lo scioglierà sotto il profilo normativo il Ministero della Funzione Pubblica".


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