Isernia, il Pd in difesa dell’ospedale: lettera ai commissari per una sanità migliore

Isernia, il Pd in difesa dell’ospedale: lettera ai commissari per una sanità migliore

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Capitolo delicatissimo, quello relativo al rispetto e controllo dei budget predefiniti. La proposta del Pd è quella di effettuare i previsti “controlli pubblici di appropriatezza in maniera adeguata e tempestiva attraverso una verifica puntuale sulla gestione dei fondi rispetto al fondo sanitario regionale di circa 600 milioni di euro per i settori pubblico/privato convenzionato, rispettando il tetto predefinito per la spesa sanitaria privata che non può essere superato. In questo modo si eliminerebbero le spese per il cosiddetto extra-budget, non applicabile nelle regioni in Piano di rientro, il ricorso al quale è valso reiterati richiami dai Tavoli tecnici e dai Ministeri competenti, evitando anche gli sforamenti recentemente contestati nuovamente dal Tavolo tecnico. Rispettare i budget predeterminati all’interno del fondo sanitario senza possibilità di interscambio tra questi fondi permetterebbe alle due attività di agire su piani paralleli e non concorrenziali, nella convinzione che ove il pubblico non funziona a dovere, aumenta il budget del privato convenzionato”.

Focus anche sulla Senologia, per la quale domattina andrà in scena una protesta spontanea del Comitato ad hoc (cui parteciperà anche il Pd) per chiedere ai commissari, in visita alle 9.30 presso l’ospedale di Isernia, maggiore attenzione e riguardo per un centro d’eccellenza a tutti gli effetti. Ignorata completamente dall’atto Aziendale, con conseguente istituzione di una “Breast Unit a Campobasso senza alcuna ragione di essere, essendo ben lontana – così il Pd nel documento sulla sanità - con circa 25 casi, dal raggiungere gli standard nazionali di 150 nuovi casi all'anno. Isernia, invece, pur operando 130 nuovi casi all'anno, deve strenuamente resistere ai continui attacchi che la vorrebbero ridotta a semplice ambulatorio, sottovalutando con incomprensibile disattenzione e superficialità la mobilità attiva che tale centro opera nei confronti delle regioni limitrofe Lazio, Campania ed Abruzzo, sottraendo continuamente risorse professionali, come gli infermieri, strutturali e funzionali, come le giornate di sala operatoria. La popolazione, soprattutto le donne, più volte è insorta a difesa del delicato tema, mentre la politica si è finora dimostrata miope e insensibile”.

L’invito del Pd, che chiede anche un incontro urgente ai commissari in calce alla lettera, è quello di “salvaguardare l’esistente in termini di reparti, servizi, risorse umane e tecnologiche, completare e attuare per il futuro l’organizzazione dell’intera rete ospedaliera, della rete emergenza-urgenza e delle reti tempo-dipendenti, la revisione delle reti cliniche specialistiche e del piano dell’offerta delle specialistiche ambulatoriali, la gestione dei rapporti con i privati convenzionati e la definizione degli accordi interregionali sulla mobilità”. No, dunque, alla fredda logica dei numeri, per la quale i cittadini molisani hanno già vissuto sulla propria pelle un impoverimento che è valso anche un depauperamento in termini demografici, sociali ed economici.

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