Molise senza medici, in tre anni perso il 16,4% dei camici bianchi

Molise senza medici, in tre anni perso il 16,4% dei camici bianchi

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La regione nei primi posti della classifica resa nota oggi dall’Osservatorio nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane. E per il futuro il dato non sembra destinato a migliorare


CAMPOBASSO. Molise che primeggia ma la classifica non è di quelle che fanno gonfiare il petto d’orgoglio.

Si tratta dello studio sulla dotazione dei medici: la regione, assieme al Lombardia e Lazio, è fra quelle che hanno 1,3 e 1,4 medici ogni mille abitanti: a livello nazionale si attesta a 1,7 per mille.

Il Molise è fra le regioni che hanno toccato con mano la diminuzione più marcata dal 2013. In generale, la carenza di camici bianchi mediamente più bassa si registra nelle regioni del Mezzogiorno, ad eccezione della Sardegna e della Basilicata che vantano invece un rapporto medico/popolazione superiore alla media nazionale, rispettivamente 2,7 e 2,1 ogni mille abitanti.

Se nel 2013, in Molise c’erano 527 medici, nel 2014 si è passati a 515, nel 2015 a 473 per arrivare ai 438 del 2016. Un -16,4% nel triennio di riferimento.

Alla carenza di medici si accompagna poi progressivo invecchiamento della categoria.

Infatti, nel 2016, quasi il 52% del personale medico ha oltre 55 anni, sale al 61% tra gli uomini, tra le donne si attesta al 38%. Tra i 50 e i 59 anni la quota dei medici si attesta al 41%, tra i 40 e i 49 anni a circa il 23%.

La dinamica temporale osservata dal 2013 al 2016 è molto preoccupante, infatti è aumentata di quasi il 10% la quota di medici ultra sessantenni, la variazione è del 7% al Nord, 8% al Centro e sale fino al 14% nelle regioni del Mezzogiorno.

La prospettiva futura è allarmante in quanto, nel 2016, i medici con più di 55 anni sono oltre 56 mila, quindi nel corso dei prossimi 15 anni, a legislazione vigente e al netto di uscite anticipate legate alla riforma nota come ‘quota 100’, ci si attende una uscita per pensionamento di pari entità.

Scenario aggravato dal fatto che la programmazione degli accessi ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, nonché quelli previsti per le scuole di specializzazione, non ha considerato il fabbisogno di medici che avrebbe dovuto assicurare.

Secondo le proiezioni dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, sarà rimpiazzato solo il 75% dei 56 mila medici che il Ssn perderà nei prossimi anni. Per tamponare la falla occorrono circa 13 mila immatricolazioni e 11 mila posti di specializzazione.

Il futuro prossimo del Servizio Sanitario Nazionale, tra pensionamenti e cattiva programmazione, è infatti ad alto rischio carenza camici bianchi.

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