Bilancio, Calenda sfida Toma: non voto a scatola chiusa, vediamo se siamo davvero il volto nuovo della politica

Bilancio, Calenda sfida Toma: non voto a scatola chiusa, vediamo se siamo davvero il volto nuovo della politica

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Il consigliere regionale del movimento ‘Prima il Molise’ punta l’attenzione sul tema delle politiche sociali e sulla ormai improcrastinabile lotta agli sprechi. Una posizione politica, quella che attualmente condivide con la collega Aida Romagnuolo, che potrebbe rappresentare una spina nel fianco nella maggioranza del presidente Toma


CAMPOBASSO. Filomena Calenda lancia la sfida al governo Toma e alla maggioranza, di cui – con il movimento ‘Prima il Molise’ – fa parte, ma non ‘a scatola chiusa’ o per dovere di appartenenza.

L’occasione – anche ghiotta – arriva dall’approssimarsi del voto sul bilancio regionale che arriva in aula sabato pomeriggio 27 aprile, nella giornata convulsa della presentazione delle liste per le imminenti elezioni amministrative.

Si scriverà una pagina importante per il Molise. È giunto il momento di iniziare a dimostrare che davvero siamo il volto nuovo della politica”, dice Mena Calenda, presidente della Quarta Commissione consiliare e protagonista – assieme alla collega Aida Romagnuolo – di una iniziativa politica nuova, che segue l’epurazione subita dalla Lega di Matteo Salvini.

A dire il vero qualche ‘segnale’ dal Governo regionale è arrivato in occasione di un'intervista rilasciata dal presidente Toma il 14 aprile, quando le nubi ancora si addensavano sulla coalizione e il candidato sindaco di Campobasso,  (leggi qui): il governatore, di fatto,  avverte la Lega di un ‘esame’ o tagliando che dir si voglia, alla luce della nuova composizione delle forze di maggioranza.

La Lega in Consiglio regionale non c’è più. Ma in Giunta c’è un assessore – per di più esterno - che rappresenta una forza politica assente dall’aula. Il Bilancio è l’occasione per comprendere come poi le cose, concretamente, possano modificarsi nella compattezza della maggioranza consiliare.

L’attenzione di Mena Calenda è alta sui temi che le sono propri e che sono anche i capisaldi dell’attività della Quarta Commissione consiliare.

Fari puntanti sul sociale e sul taglio degli sprechi: questi gli elementi essenziali che dovrà avere il documento contabile di previsione della Regione Molise - avverte Menda Calenda - La mia esperienza politica e professionale, oggi avvalorata dall’incarico di presidente di IV Commissione mi spinge a non abbassare la guardia sulle tematiche del sociale. Il bilancio di previsione dovrà tener conto, innanzitutto, delle categorie svantaggiate, di coloro che ancora oggi necessitano di risposte concrete. Diversamente abili, persone affette da malattie rare, ma anche indigenti e chi, purtroppo, ha perso il lavoro. Sono tanti, troppi i cittadini che guardano con interesse a ciò che si deciderà a Palazzo D’Aimmo. Senza scadere nel mero assistenzialismo, sono convinta che la Regione debba e possa fare di più per sostenere tutte queste categorie”.

Naturalmente Mena Calenda sta ancora lavorando sul documento contabile. “Non voterò il bilancio a scatola chiusa. La mia posizione politica, di estrema indipendenza, mi permette di valutare tutti i provvedimenti che saranno discussi in Consiglio senza l’incombenza di dover rispondere a logiche partitiche – dichiara ancora - Sarò pronta a licenziare solo i provvedimenti che riterrò idonei al perseguimento del bene comune. Se dovesse essere necessario, dunque, sarò pronta a presentare in aula anche una serie di emendamenti al bilancio”.

Non solo politiche sociali ma anche tagli agli sprechi. “I molisani ci chiedono il buon esempio, tagliare il superfluo non è diventata solo una questione etica, bensì economica. Tali somme, infatti, potrebbero essere reinvestite per creare nuovi posti di lavoro e aiutare chi è in difficoltà. Il futuro del nostro Molise passa anche da queste buone pratiche che spero il bilancio di previsione abbia previsto”.

Tutto sarà più chiaro sabato pomeriggio, quando inizierà la sessione dedicata allo strumento in grado di disegnare quel Molise immaginato esattamente un anno fa dal presidente Toma e dalla sua maggioranza che, in 12 mesi, ha già dato segni di fibrillazione.

Lucia Sammartino

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