Bilancio, contromanovra M5S: Toma salva la Casta e bastona i cittadini, aumentano i biglietti di treni e bus

Bilancio, contromanovra M5S: Toma salva la Casta e bastona i cittadini, aumentano i biglietti di treni e bus

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I portavoce in Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle presentano le proposte di modifica del documento finanziario che domani arriva in Consiglio regionale. Nasce anche una nuova tassa: i diritti di segreteria da pagare per gli adeguamenti, le ristrutturazioni e le nuove costruzioni di immobili in zone sismiche


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. La contromanovra del Movimento 5 Stelle si gioca sul filo dell’indignazione. Quella che suscitano alcune scelte che sono parte del più importante atto di un’amministrazione regionale. Il bilancio parla di immutabili costi della politica, dell’aumento dei biglietti per il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma, di tagli ai servizi sociali, di disinteresse verso il diritto allo studio e dell’emergenza lavoro dimenticata.

Un bilancio passato al setaccio dai portavoce del Movimento, nonostante le difficoltà serie riscontrate nel poter disporre di documenti più dettagliati. “Intanto siamo stati 4 mesi in esercizio provvisorio – spiega Andrea Greco – e poi il Bilancio, che sembrava essere un segreto di Stato: ci si è trincerati dietro la legge, che impone il bilancio per macroaggregati, ma ai consiglieri è stato di fatto impedito di comprendere come si spenderanno i fondi, su quali capitoli. Abbiamo assistito a scene ridicole, che si incastrano con un quadro già chiaro. Quattro mesi di esercizio provvisorio, 20 giorni per i lavori della Commissione competente e domani, guarda caso il giorno in cui si presentano le liste per le Amministrative, il Bilancio arriva in aula. La verità è che a questa maggioranza non importa nulla del futuro del Molise”.

Si parte subito con i tagli, con la sforbiciata che il presidente Toma ha messo in atto in questo documento di programmazione.

Sottratti 100mila euro ai fondi per i trapiantati e per chi soffre di malattie rare. Andrea Greco ricorda che, all’inizio, questa norma venne finanziata per un milione e mezzo di euro. Oggi il fondo ammonta, complessivamente, a 200mila euro. “Una legge manifesto, ecco cosa è diventata” commenta il portavoce del gruppo consiliare. I tagli al sociale si sostanziano in 20mila euro di meno al fondo per la tutela degli invalidi, 10mila euro in meno per gli studenti che soffrono di patologie che impediscono la frequenza della scuola dell’obbligo, 200mila euro in meno agli Ambiti Sociali di Zona.

“Ma i costi della politica non vengono tagliati, nemmeno un poco” rimarca ancora Greco. Nella contromanovra a 5 Stelle, invece, la prospettiva è esattamente all’inverso.

“Proponiamo l’eliminazione dell’istituto della surroga, o in alternativa la surroga ad invarianza di spesa, così come avviene in Abruzzo che sotto il profilo dei tagli ai costi della politica si è mostrata all’avanguardia – spiega Greco – la riduzione del 20% dell’indennità di carica del governatore, degli assessori e del presidente del Consiglio; la soppressione di tutte le indennità di funzione e il dimezzamento per governatore e presidente del Consiglio; la riduzione dei costi dei gruppi consiliari, la riduzione del rimborso spese di esercizio del mandato, la riduzione del 90% delle indennità dei consiglieri sospesi e la riduzione del numero dei consiglieri del Presidente con la rideterminazione dei compensi entro un tetto massimo di 30mila euro”.

Temi cari al Movimento 5 Stelle, di quelli sui quali non spengono mai la luce e che, di contro, non trovano mai considerazione.

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