Sei giorni ‘chiusi’ in Consiglio, passa la legge di stabilità. Greco: Toma inadeguato, vada a casa

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Anche il Partito Democratico rimarca le mancate scelte del governo regionale. “Ci aspettavamo una manovra più coraggiosa, più innovativa e sfidante. Non era questa la sede per gli impegni politici” il commento di Micaela Fanelli. La legge passa con 13 sì e 7 voti contrari. Lunedì si torna in aula per il Bilancio


CAMPOBASSO. Ore 16 del 3 maggio 2019. Termina la fase di approfondimento e modifica (attraverso la presentazione degli emendamenti) della legge di stabilità 2019 che è all’attenzione del Consiglio regionale dal pomeriggio del 27 aprile, con un solo giorno di pausa in concomitanza con la festività del primo maggio.

La legge di stabilità regionale 2019 passa con 13 voti a favore e 7 contrari.

Un centinaio gli emendamenti presentati dalle minoranze, molti ordini del giorno e conseguenti impegni politici della maggioranza, ma anche litigi e battibecchi che hanno ‘conquistato’ le prime pagine dei giornali regionali e nazionali. Più o meno sei giorni di ‘fari puntati’ sul Consiglio regionale e sulla vision del governatore Toma, al primo Bilancio regionale del suo mandato.

Tutto finito? Non proprio: è il ‘solito’ Andrea Greco a chiudere il cerchio con il suo intervento conclusivo, a margine della votazione dell’intera manovra. “Non ho inteso bloccare i lavori dell’aula – ha detto con un insolito tono morbido, probabilmente riferendosi agli arcinoti episodi che lo hanno visto protagonista in questa sessione – ma oggi è chiaro che il presidente è inadeguato, quello che ha fatto in questi giorni è una ulteriore presa di coscienza: i molisani non meritano di essere ostaggio di una discussione che si protrae da giorni. Si è arrivati al 3 maggio ma non è una nostra responsabilità: questo documento doveva essere al voto dell’aula già dallo scorso mese di dicembre e invece eccoci qui, siamo arrivati ad oggi con le modalità che conoscete”. Greco annuncia il voto contrario all’intera legge di stabilità per il metodo e per il merito: consiglieri impossibilitati a poter avere accesso ai documenti utili per verificare il bilancio ed emendarlo e poi i sacrifici chiesti a tutti i molisani. Uno su tutti: l’aumento del 40% dei biglietti per il trasporto pubblico locale. ”E voi, di sacrifici, non ne fate nemmeno uno – dice ancora all’indirizzo dei colleghi di maggioranza – aspetto il Bilancio ma immediatamente dopo Toma - e non lo chiamerò più presidente - deve andare a casa”.

micaela 26 aprile 2019

Rincara la dose Micaela Fanelli, capogruppo del Partito Democratico che ha lavorato su una vera e propria contromanovra. “Si poteva fare di più: volevamo una manovra più coraggiosa, innovativa e sfidante. Si poteva fare di più su imprese, tasse, liquidità alle aziende, trasporto, aree interne, tagli ai vitalizi così da eliminare i ticket sanitari. L’aumento del costo del trasporto pubblico locale è un tema sul quale abbiamo proposto un modo diverso di ragionare, con aumenti progressivi soprattutto alla luce della situazione disastrosa del settore e con il bando per il gestore unico alle porte. Abbiamo ricevuto tanti impegni dal governo regionale e siamo fiduciosi che possano tradursi in realtà ma la legge di stabilità non è la sede degli impegni politici, degli ordini del giorno. Significa rinviare ancora gli impegni già presi”.

I consiglieri di maggioranza Tedeschi, Cefaratti, Pallante, Iorio e Scarabeo, con motivazioni diverse, confermano il voto favorevole alla legge di stabilità, richiamando ad una maggiore e più incisiva presenza della delegazione parlamentare molisana e quindi ad una attenzione del governo gialloverde alle istanze che provengono dal Molise.

E sugli aumenti del trasporto pubblico locale, Tedeschi attacca frontalmente il governo Conte. “Il taglio di 300 milioni di euro totali ci costringe a questa decisione, questo governo e questa maggioranza hanno fatto tutto quello che era possibile. Faremo di più con il Bilancio ma voi – dice rivolgendosi al Movimento 5 Stelle – cominciate a portare risultati così anche fuori vi diranno che siete qualcosa di più”.

Il governatore Toma non raccoglie le provocazioni di Greco. “Ho ascoltato tutti e raccolto molti consigli per quello che potremo fare come governo: faremo di più e meglio. Siamo a metà del guado, adesso abbiamo l’impegno del Bilancio e a quel punto, solo dopo la votazione, conoscerete anche il mio pensiero politico che in questo momento non può che essere quello della maggioranza”.

Il presidente della Prima Commissione, Andrea Di Lucente, analizza i dati salienti del Bilancio regionale che da lunedì mattina sarà al vaglio dell’aula per la presentazione degli emendamenti. La maratona non è finita.

L.S.

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