Maledizioni e accuse in aula: Toma tende la mano, Greco rifiuta il calumet della pace

Maledizioni e accuse in aula: Toma tende la mano, Greco rifiuta il calumet della pace

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Dopo le tensioni dei giorni scorsi, il presidente prova a ricucire come un ‘buon padre di famiglia’ ma senza chiedere pubblicamente scusa. Il consigliere del Movimento indossa i panni del ‘figlio ribelle’ e chiede la verifica delle riprese e delle dichiarazioni rese in aula sia dal governatore sia dal vertice dell’assise consiliare


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO.  Niente da fare: la mano tesa del governatore Toma non convince il consigliere Andrea Greco che, in aula, a margine dell’approvazione (a maggioranza) del Bilancio triennale, si prende i 5 minuti di tempo consentiti per le ‘dichiarazioni per fatto personale’.

Una sorta di risposta a quanto invece pochi minuti prima il governatore aveva indirizzato alla sua attenzione. I fatti sono arcinoti, hanno trovato spazio persino sulla stampa nazionale e Toma, alla fine della maratona sul Bilancio regionale, tenta di ‘fare pace’ senza mai scusarsi ufficialmente.

Andrea Greco potrebbe essergli figlio, questa la sintesi del discorso, e a lui indirizza lo stesso augurio che rivolgerebbe alla sua prole: “vivere molto più di me e meglio di me, tutto il resto è sfida politica”.

Toma si spinge anche oltre, usando parole affettuose. "La stanchezza si fa sentire e per questo prenderò un buon succo di melograno, così come hai detto tu, caro Andrea. Ero curioso e ho voluto provare”. Vari giri di parole, senza mai scusarsi pubblicamente però, dopo l’anatema rivolto proprio al consigliere pentastellato in occasione di una delle numerose sedute del Consiglio regionale. Ma, di certo, un segnale distensivo che però Andrea Greco non raccoglie.

Ma aleggia anche l’altro episodio ‘contestato’: le accuse di blasfemia piovute addosso a Greco e provenienti dal 'seminarista' Toma e dal presidente del Consiglio regionale.

Andrea Greco non ci sta: dopo aver ribadito di considerare Toma ‘un presidente inadeguato”, chiede che, ai sensi dell'articolo 45 del Regolamento consiliare, sia istituita una Commissione per  far luce in merito ai fatti e alle opinioni espresse.

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