Senologia a rischio, l’aut aut ai medici: trasloco in Chirurgia o Campobasso

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I vertici dell’Asrem hanno ‘invitato’ Rispoli e Scarabeo a scegliere dove continuare a esercitare la professione mettendoli, in sostanza, con le spalle al muro: un segnale del fatto che le decisioni vengono prese igonorando completamente le istanze del territorio. Intanto mercoledì 11 maggio arrivano i commissari alla sanità: pronta una nuova mobilitazione del comitato 'In seno al problema'


di Pasquale Bartolomeo e Deborah Di Vincenzo


ISERNIA. Quale futuro per la Senologia di Isernia? Mentre in città continua la mobilitazione a difesa del centro di servizio ubicato all'interno dell'ospedale 'Veneziale' e cresce l’attesa per l’incontro con i commissari alla sanità, in programma mercoledì 11 maggio alle 9, arriva l’aut aut per i medici isernini da parte dei vertici dell’Asrem.

Proprio in questi giorni, infatti, la triade costituita dal direttore generale Gennaro Sosto, fresco di riconferma da parte del governatore Toma per i meriti evidentemente acquisiti sul campo, il direttore amministrativo Antonio Forciniti e il direttore sanitario Antonio Lucchetti avrebbero fatto pervenire una nota, presso il centro di Senologia, che metterebbe con le spalle al muro i medici isernini. Nel documento, difatti, verrebbe chiesto ai professionisti di fare una scelta ben precisa, alla luce dell’organizzazione della sanità contenuta nell'Atto aziendale e delle direttive impartite dalla Direzione sanitaria di Isernia. Ma da scegliere ci sarebbe ben poco. Vediamo perché.

Secondo quando appreso da isNews, i senologi di Isernia dovrebbero decidere se continuare a esercitare presso l'Unità operativa complessa di Chirurgia Generale presso il ‘Veneziale’ o, in alternativa, in considerazione dell’esperienza professionale da loro acquisita negli anni, optare per la Breast Unit del Cardarelli di Campobasso, Un aut aut che per certi versi ha il sapore di una beffa e che dà l’idea che in realtà le decisioni siano state già prese a livello centrale, senza tenere conto delle istanze del territorio che chiede una sanità adeguata alle esigenze reali dei cittadini.

Difatti, se sulla carta ai senologi viene data la possibilità di restare al ‘Veneziale’, passare dall'attuale Unità operativa semplice di Ginecologia a quella complessa di Chirurgia significherebbe supportare un reparto dove il personale medico è praticamente dimezzato. Dunque, in caso di turnazione, anche il senologo potrebbe trovarsi ad affrontare tutta una serie di interventi per i quali non è specializzato, visto che da anni, giustamente, si occupa di patologie legate alla mammella. Un particolare che non è di poco conto e che potrebbe spingere i due professionisti dell'ospedale di Isernia, Francesca Scarabeo ed Ettore Rispoli, loro malgrado, ad optare per la ‘soluzione’ Campobasso. Ma anche in quel caso emergono criticità. Basti pensare che le urgenze specialistiche, per la gran parte, a seguito della riorganizzazione sanitaria confluiscono su Campobasso, dilatando ulteriormente i tempi di accesso alle sale operatorie, vista la già cronica mancanza di anestesisti.

Il risultato, insomma, è che Senologia a Isernia è davvero un passo dalla chiusura. Intanto, mercoledì mattina arrivano i commissari Angelo Giustini e Ida Grossi. Sarà interessante sapere cosa pensano in proposito. Ma questo punto la domanda è una sola: ci sono davvero i margini per salvare il centro a Isernia o è già tutto deciso, in barba alla mobilitazione del comitato 'In seno al problema', che promette battaglia senza sosta per difendere il centro di servizi di Isernia?

Com'è noto, i problemi per la Senologia pentra cominciano dopo la riclassificazione dei costi dell’Asrem che, l'anno scorso, ha ‘convertito’ in semplice ambulatorio il servizio. Un declassamento vero e proprio, perché un ambulatorio non può fare le stesse spese di un Centro di servizi, come era stata identificata la Senologia fin dal 1997. In senso pratico, fatta una diagnosi, i senologi isernini non potrebbero assicurare un intervento tempestivo all’utenza, ma sarebbero costretti a rinviare a chissà quando. Il provvedimento dell'Azienda sanitaria del Molise inoltre, non assicurerebbe poi alcun risparmio concreto all’Asrem, dovendo comunque rimanere aperto il blocco operatorio presso il ‘Veneziale’. E non terrebbe minimamente conto della produttività della Senologia del ‘Veneziale’, dove i numeri forniti dalla Direzione sanitaria nel luglio 2018, seppure in via ufficiosa, risulterebbero di molto superiori rispetto alla Breast Unit di Campobasso. Nel 2015 infatti, a Isernia sarebbero state fatte 124 operazioni di tumori della mammella contro le 37 di Campobasso. Mentre nel 2016 sarebbe finita 113 a 55, senza contare la mobilità attiva, tutta a favore del capoluogo pentro.

Di qui la proposta della dottoressa Scarabeo: i Drg di senologia - i raggruppamenti omogenei di diagnosi, ovvero quel sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale in gruppi omogenei per assorbimento di risorse impegnate, consentendo di quantificare economicamente tale assorbimento e quindi di remunerare ciascun episodio di ricovero, consentendo così di controllare e contenere la spesa sanitaria - che attualmente finiscono presso l’Ostetricia, dovrebbero invece confluire nella Breast Unit di Campobasso. Ciò farebbe così aumentare i numeri di quest’ultima, ma salvaguardando il diritto di operare le pazienti a Isernia, essendo peraltro ancora presenti in ospedale i servizi di Anatomia patologica e Medicina nucleare.

Ma la risposta, dopo mesi di silenzio, è stata la lettera della triade Asrem che, giocoforza, determinerà una mazzata per il centro, quale che sia la scelta che i medici di Senologia si troveranno a dover fare.

 



 

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