I 5 Stelle portano la Regione al Tar: assurdo, i consiglieri non possono sapere come Toma spende i soldi

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La vicenda è datata, visto che la funzione per poter accedere agli atti sulla piattaforma ‘Urbi Smart’ è stata disabilitata quasi un anno fa. ‘Riabilitato’ Paolo di Laura Frattura che ‘attivò la possibilità di consultare i documenti senza alcuna richiesta’. Una sentenza del Consiglio di Stato depone già per l’accoglimento del ricorso presentato dallo studio legale ‘Iacovino-Fiorini’


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Detto, fatto. Ricorso al Tar depositato, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle passa alle vie legali per la vicenda del mancato accesso alla piattaforma ‘Urbi Smart’ che dovrebbe consentire ai consiglieri regionali di poter accedere a tutti gli agli atti del Bilancio regionale (in questo caso specifico) ‘oscurati’, invece, dalla decisione del governo regionale.

Funzione disabilitata nonostante consenta di visionare, studiare, approfondire e comprendere i documenti che, nel dettaglio, evidenziano le spese della Regione Molise.

Una vicenda che parte da lontano, in effetti, oggetto di una corposa corrispondenza che è entrata nella vicenda legale aperta con il ricorso presentato, in nome e per conto dei 5 Stelle, dagli avvocati che hanno offerto la propria collaborazione ai consiglieri regionali del Movimento. C’erano anche loro, Enzo Iacovino, Vincenzo Fiorini e Giuseppe Fabbiano, all’incontro con la stampa nel corso del quale, questa mattina, sono stati illustrati i fatti oggetto dell’azione legale avviata contro la Regione Molise, rappresentata dal presidente Donato Toma.

Il ‘fattaccio’, del resto, è noto: lo aveva già denunciato in aula il capogruppo, Andrea Greco nel corso della maratona per il Bilancio. L’impossibilità di poter accedere ai documenti della sezione ‘Contabilità e finanze’ ha evidentemente ‘impedito’ ai consiglieri regionali di poter svolgere, completamente, il proprio compito istituzionale.

“Siamo stati costretti ad intraprendere l’azione legale – ha spiegato Valerio Fontana – vista l’impossibilità di poter accedere a documenti indispensabili per poter svolgere il nostro mandato. E’ quasi un anno che chiediamo l’accesso alla piattaforma Urbi Smart (che è il ‘luogo’ virtuale dove si trovano tutti i documenti che riguardano la Regione Molise, ndr) e la motivazione per la quale tale funzione è stata disabilitata ci ha lasciato ancora più basiti. In pratica, per ‘ovvi motivi legati alla sicurezza dei dati, l’accesso è disabilitato ai non addetti ai lavori’. Quindi i consiglieri regionali non sono ‘addetti ai lavori’? Il consigliere ha il sacrosanto diritto di avere contezza degli atti, è evidente una violazione dei nostri diritti perché impossibilitati ad esercitare il mandato”.

Per questo i consiglieri di opposizione hanno ritenuto di dover rivolgersi ad un giudice terzo. “Un fatto di una gravità inaudita e senza precedenti”. Si perché anche questa vicenda, di fatto, ‘riabilita’ l’ex presidente della Giunta regionale Paolo di Laura Frattura che “attivò la funzione di consultazione degli atti senza alcuna richiesta scritta” dicono ancora.

Suona stonata e non poco questa ‘musica’ anche perché, come sottolinea Andrea Greco, nel Def il presidente Toma ha espressamente ribadito di voler implementare l’azione amministrativa ma “queste parole dovranno pur trovare un riscontro che non può certo tradursi nell’accesso negato ai consiglieri regionali”. Il paradosso è che tale diritto non viene negato agli assessori – che, nei fatti, non sono consiglieri in quanto sospesi – ma colpisce i consiglieri regionali, eletti e ai sensi delle normative e del regolamento, deputati a tale tipo di attività di controllo e di verifica.

“La gestione della cosa pubblica non può essere un fatto privato, abbiamo anche interpellato il Prefetto che ci ha risposto di non avere alcun potere di intimare l’accesso agli atti ma di fatto ci ha ricordato che l’ordinamento lo prevede. Quindi, una sorta di richiamo a far valere le leggi” spiega il capogruppo.

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