Trasporti, la rivolta dei pendolari: servizi scadenti, biglietti alle stelle. Pronti a ricorrere al Tar

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Il movimento spontaneo nato su Facebook e che conta oltre 1500 iscritti ieri si è dato appuntamento a Campobasso per concordare una strategia di opposizione al rincaro dei costi stimabile intorno al 40%. Anche CittadinanzAttiva scende in campo


CAMPOBASSO. Un grido d’allarme che arriva dall’intera regione: dalle città più grandi, che hanno la fortuna di avere anche una stazione ferroviaria (sebbene questo non voglia dire assolutamente efficienza dei servizi di trasporto), a quelle più piccole, simbolo della resistenza e della resilienza dei molisani.

Piccoli borghi dai quali partono e arrivano pochi autobus, spesso ad orari complicati. L’unica alternativa alla macchina, con la quale affrontare viaggi che sono vere e proprie odissee, quasi partite da giocare con la vita, soprattutto in inverno.

E così la mazzata dell’aumento del costo dei trasporti pubblici, che in alcuni casi potrebbe arrivare anche al 40% in più (non per tutti sarà così, come ha spiegato l’assessore Niro nei giorni scorsi) si concretizza nel comitato “Trasporti efficienti del Molise”, pronto a dare battaglia, a valutare azioni legali per tutelare un diritto che è già negato dallo stato delle strade, dal binario unico della ferrovia, dalle frane e dai dissesti, dall’orografia del territorio, dai percorsi tortuosi e da voltastomaco, dalle strade killer dove i limiti orari sono solo inutili cartelli stradali di cui non tenere conto quando si sorpassa con la striscia continua e si rischia la morte ogni giorno, dai mezzi fatiscenti sui quali si è costretti a viaggiare.

Si sono dati appuntamento a Campobasso, per conoscersi (visto che tutto è nato grazie a Facebook dove sono 1500 gli iscritti al gruppo che reclama il rispetto di un sacrosanto diritto) e per concordare azioni da mettere in campo.

andrea di paolo

Andrea Di Paolo, agnonese doc e operaio Fiat, è l’emblema della vita tipo di un pendolare. Come lui tanti studenti, operai, persone che- per lavoro - devono raggiungere altre città, spesso ad orari impossibili, su mezzi che sarebbero solo da rottamare.

E così quel 40% in più,sul costo di un biglietto o di un abbonamento, pesa come un macigno non solo perché economicamente diventa più conveniente prendere la macchina ma perché, a fronte di un costo elevato, il servizio era, è e resta scadente.

Anche CittadinanzAttiva scende in campo, per rimarcare (ove mai ce ne fosse ancora bisogno) che lo sviluppo di servizi di trasporto efficienti sia fondamentale, non solo per l’economia ma anche (e principalmente) per la coesione territoriale e sociale. “Un sistema dei trasporti e della mobilità sostenibile, tanto dal punto di vista sociale (contemplando modalità di spostamento agevoli e accessibili a tutti) quanto dal punto di vista economico, in termini di costi e tariffe a carico dei cittadini” dicono dall’associazione.

“Dinanzi a quest’ultimo aspetto, CittadinanzAttiva accoglie con amarezza l’aumento del 40% per il costo del biglietto del trasporto pubblico, deciso in Consiglio Regionale con la discussione del DEF2019-2021, poiché detto aumento avrà effetti infausti nell’accesso e nella qualità di uno dei servizi essenziali offerti al cittadino. Il dato allarmante scaturisce dal fatto che all’aumento del prezzo non corrisponde un miglioramento del servizio, il quale è stato indicato come scadente anche dal relativo Rapporto di Legambiente, che mette sul podio quale peggiore tratta, quella Campobasso/Roma: oltre a registrare un forte decremento di viaggiatori. Alla luce di ciò, CittadinanzAttiva prende le distanze dalle manovre, come quella in oggetto, che alzano i costi senza migliorare i servizi e che viaggiano in direzione opposta rispetto alle esigenze e ai bisogni dei cittadini”.

Lucia Sammartino

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