De Micheli ‘vota’ Battista: dal Pd la spinta per il bis a Palazzo San Giorgio

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SPAZIO ELETTORALE/ Il vicesegretario del Partito Democratico, a Campobasso per tirare la volata al sindaco uscente, attacca il programma elettorale del candidato della Lega: “Mi sono fermata al primo punto e ho capito tutto”. E poi lo scippo del bando periferie che grida vendetta: il Governo gialloverde ha depauperato il territorio


CAMPOBASSO. Una presenza che non passa inosservata quella di Paola De Micheli: diretta, chiara, entra nell’argomento e centra subito il punto. Questa sera a Campobasso, il vicesegretario del Pd, con un passato rilevante nelle Istituzioni sia periferiche che centrali, porta il sostegno del Partito Democratico ad Antonio Battista, candidato sindaco del centrosinistra.

Avrei voluto fare un comizio con te: sai parlare alla gente, alle persone – le riconosce Battista – e dai significato agli interventi”. Ripercorre brevemente i momenti salienti della sua ricandidatura il sindaco uscente, le promesse, "non ne ho mai fatte" e gli impegni presi e puntualmente mantenuti in questi 5 anni a Palazzo San Giorgio. Concretizzato il 95% del programma elettorale, nonostante le tante difficoltà tra situazioni datate da risolvere e nuove urgenze. L’operazione ‘scuole sicure’ è il punto più alto dell’attenzione verso la città nel quale si evidenzia la sensibilità al tema della sicurezza, ma anche l’aspetto culturale e didattico che si trasforma in terreno fertile per le nuove generazioni.

La ‘stoccata’ agli avversari non può mancare. “I miei competitor non hanno argomenti – dice Battista – sono inadeguati anche nei programmi di governo per la città Non è un bene. Spero di poter avere l’attenzione del prossimo governo – sottolinea strappando l’applauso della platea – a Roma la crisi è vicina. Del resto lì sono alleati litigiosi, qui si contrappongono. Sarebbero capaci di entrare in guerra pure con la Croce Rossa!

Da Campobasso, in questi giorni, noi abbiamo aperto un importante confronto con l’Europa, chiediamo attenzione e un aiuto per le nostre infrastrutture. Non è ordinario che chieda io il collegamento stradale a 4 corsie – rimarca ancora – ma con l’elettrificazione della ferrovia ci ho visto giusto e ho raggiunto l’obiettivo. Campobasso è la città leader del territorio, da qui deve partire la richiesta di infrastrutture adeguate per l’intero Molise”.

Torna anche sullo scippo subito dal Governo gialloverde: quell’impegno per le periferie, siglato con il Governo Gentiloni e diventato carta straccia con il Governo Conte.

Per noi non è un capitolo chiuso, rivogliamo i soldi che ci sono stati tolti. Un impegno disatteso sul quale continueremo a dare battaglia”.

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