Sanità, Molise come la Calabria: l’appello del Pd al ministro Grillo per un decreto ‘salvagente’

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Le segreterie cittadina e provinciale di Isernia chiedono un provvedimento governativo che eviti alla regione di aspettare la conversione in legge del decreto Calabria, da cui dipende lo sblocco del turnover del personale sanitario. E lanciano un’operazione verità sul debito, chiedendo ai commissari di risolvere le numerose criticità già evidenziate ad aprile dal Tavolo tecnico


ISERNIA. Pari dignità con le altre regioni del Sud, come la Calabria, che si è ‘meritata’ un decreto governativo ad hoc come salvagente per la propria situazione di deficit sanitario.

E’ quanto chiesto dal Partito Democratico, con le federazioni cittadina e provinciale di Isernia, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamani nella sede di Piazza Trento e Trieste. Maria Teresa D’Achille, Luciano Sposato e Ovidio Bontempo hanno rivolto un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo, che sarà formalizzato con l’invio di un documento.Nel quale, hanno spiegato, sarà richiesto un Decreto Molise sulla falsariga dell’‘omonimo’ Decreto Calabria, che preveda interventi speciali per una situazione di emergenza come quella della nostra regione. “Impossibile attendere le lungaggini procedurali del Decreto Calabria, dal quale dipende lo sblocco del turnover per le regioni in Piano di rientro – ha commentato il segretario cittadino del Pd Maria Teresa D’Achille – Il nostro appello si estende anche alla delegazione parlamentare molisana di maggioranza, il gruppo dei Cinque Stelle, perché eserciti moral suasion sulla ministra dello stesso colore politico”.

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L'istanza è nata dall’analisi delle carte sulla sanità regionale: dall’ultimo verbale del tavolo tecnico per il rientro dal deficit dell’11 aprile scorso, a ritroso fino alle origini del commissariamento targato Michele Iorio, oltre dieci anni fa. Documenti sui quali il Pd lancia quella che definisce un’operazione verità, in quanto dimostranti in modo inoppugnabile e oggettivo lo stato comatoso della nostra sanità pubblica, oberata dai debiti e priva di reali soluzioni nonostante il recente, ennesimo commissariamento caldeggiato vivamente dal Movimento 5 Stelle, che da 6 mesi a questa parte poco o punto sembra aver prodotto.

Anche ai commissari Giustini e Grossi, tuttavia, si rivolgono i dirigenti del Pd, chiedendo discontinuità dalle precedenti gestioni Iorio e Frattura nel rispondere in maniera chiara e puntuale ai tanti rilievi mossi dal Tavolo tecnico, in particolare per quanto riguarda le prestazioni rese dalle strutture private convenzionate, onde evitare la reiterazione di contenziosi che possono determinare maggiori riconoscimenti dell’extra budget; o, ancora all’impegno da parte del bilancio regionale delle risorse destinate obbligatoriamente per legge all’equilibrio del sistema sanitario regionale.

“I tecnici ministeriali – ha spiegato il vicesegretario provinciale Bontempo – hanno evidenziato tutta una serie di ‘warning’, raccomandando ai commissari di intervenire per sanare le criticità. Occorre affrontare la situazione in maniera autonoma rispetto alla politica, solo così si giustifica la loro presenza sul territorio”.
Proprio sul ruolo dei due tecnici inviati dal governo giallo-verde e sulle continue schermaglie col governatore Toma si è soffermata ancora la D’Achille, che ha parlato di scontro fratricida, per mesi, sulla pelle dei cittadini. Un atteggiamento poco istituzionale, da parte dei soggetti coinvolti, che non farebbe certo il bene di molisani.

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Infine un passaggio da parte del segretario provinciale Sposato, che ha messo le mani avanti su eventuali critiche verso i Dem sul tema della sanità. “Abbiamo pieno titolo per parlare – ha detto – in quanto abbiamo apertamente contestato in passato, alcune scelte di Frattura e Renzi. Ora i vertici regionali e nazionali del Pd sono cambiati, ma noi siamo persone serie e coerenti e le battaglie le faremo, come sempre fatto, all’interno del partito”.




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