Venafro, impegni disattesi e assenza di collegialità: Buono si dimette da capogruppo di maggioranza

Venafro, impegni disattesi e assenza di collegialità: Buono si dimette da capogruppo di maggioranza

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La nota con le motivazioni. Il dirigente dem resta comunque a disposizione dei colleghi amministratori per realizzare quanto promesso in campagna elettorale


VENAFRO. Scossa per l’amministrazione di palazzo Cimorelli a Venafro. Il capogruppo di maggioranza, Stefano Buono, si dimette dall’incarico, a causa “dell’inesistenza delle condizioni politiche” per continuare a svolgere tale ruolo.
Le sue motivazioni contenute in un articolato documento inviato all’attenzione proprio della maggioranza e riassunte in una nota stampa. Alla base del gesto, sostanzialmente, la mancanza di collegialità nelle scelte e il programma elettorale disatteso. Una decisione che arriva ad un anno esatto dall’insediamento della squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Alfredo Ricci.
“Ho dovuto prendere atto – scrive il dirigente dem - che i tentativi, operati durante tutte le riunioni di maggioranza svolte in questi dodici mesi, atti a stimolare la collegialità delle decisioni da una parte e dall’altra a dare un contributo su molti dei temi complessi, sui quali siamo oggettivamente in grande difficoltà, sono risultati vani.
Da subito è emersa con chiarezza l’esigenza di attribuire priorità alle problematiche inerenti all’erogazione dei servizi sui quali, oggettivamente, abbiamo un’emergenza.
Venafro, nella vivibilità quotidiana, - incalza Buono - dà la percezione di versare in uno stato di semi abbandono. La viabilità è compromessa oltre che da una mancanza importante di controllo, anche dalla presenza di buche e strade dissestate sotto la soglia di accettabilità. La pulizia e la cura del verde pubblico lasciano alquanto a desiderare. I servizi connessi sono attualmente gestiti unitamente al servizio di nettezza urbana che risulta particolarmente carente e determina oltretutto solamente un rapporto di raccolta differenziata pari al 17 %. Ritengo, come del resto lo ritenevano tutti devo dire, che urga, per quanto concerne i citati servizi, l’indizione di un nuovo bando di gara che possa da una parte interromperne l’affidamento in proroga e dall’altra tentare di risolvere definitivamente i problemi di mancanza di pulizia, cura del verde pubblico e di raccolta rifiuti.
Lo stato in cui versa la Pubblica Illuminazione è disastroso. Credo che sia estremamente necessario procedere con urgenza alla risoluzione del problema anche mediante la definitiva firma del contratto d’appalto, fermo al palo da quasi due anni, che prevede il rifacimento totale del vetusto impianto”.

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