Campobasso, Comune ‘off limits’ per Carla Fasolino: “Eletta come gli altri, mi è stato impedito di entrare”

Campobasso, Comune ‘off limits’ per Carla Fasolino: “Eletta come gli altri, mi è stato impedito di entrare”

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Il consigliere comunale di minoranza oggi si è recata a Palazzo San Giorgio ma è stata bloccata nell’atrio. “Una cosa mai successa, con il sindaco Battista c’era posto per tutti senza distinzioni tra maggioranza e minoranza”. Stesso trattamento riservato anche alle consigliere regionali Mena Calenda e Paola Matteo. Nessun problema per Andrea Greco


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Prime ‘grane’ - legate al galateo istituzionale che in questa giornata è venuto un po’ meno - per l’amministrazione Gravina: se la chiusura di Villa de Capoa ha creato non pochi malumori e parecchi distinguo (sui social è ormai uno degli argomenti più trattati), l’aver impedito l’accesso al Palazzo di Città ad un consigliere eletto ma in minoranza alimenterà di certo più di qualche polemica.

Protagonista dell’increscioso episodio Carla Fasolino, eletta con la lista dei Popolari per l’Italia a suon di preferenze. Stamattina le è stato impedito di entrare in Comune. Eppure, a fronte del ruolo ricoperto, ne avrebbe pieno titolo. Ragioni di sicurezza all’origine della decisione? Il dubbio che sia questo il motivo è fondato ma, quantomeno, avrebbe potuto essere comunicato a tutti i componenti dell’assise consiliare che da sempre, nel giorno dei Misteri, vivono la giornata più bella del capoluogo dal Palazzo di Città.

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“Nei giorni scorsi avevo chiesto informalmente di conoscere l’organizzazione della giornata e mi è stato risposto che non sarebbe stato rilasciato alcun pass. Non voglio polemizzare ma credo che ogni consigliere comunale eletto possa entrare in Comune quando lo desidera. Ad ogni modo, non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale quindi non sapendo se l’accesso fosse consentito solo ai consiglieri di maggioranza e al ministro Di Maio, ho voluto sincerarmi di persona. Questa mattina sono andata in Comune e, nell’atrio, un collega di maggioranza mi ha fermato e di fatto mi ha impedito di salire. Alla mia richiesta di conoscerne il motivo, mi ha risposto che comunque si trattava di una decisione presa da altri”.

Nessun intento polemico quello di Carla Fasolino, solo l’amara constatazione di un atteggiamento mai rilevato in questi anni.

“Sono stata consigliere anche nella passata legislatura, sempre nell’opposizione – continua – e come tutti gli altri colleghi ho sempre ricevuto comunicazioni ufficiali in merito all’organizzazione della giornata del Corpus Domini che è la festa dei campobassani. Tra l’altro, ho appreso della convocazione del Consiglio comunale prima dalla stampa e poi in via ufficiale. Oggi non avevo alcuna intenzione né di salire sul balcone né di fare foto con il ministro Di Maio, volevo solo capire. Ed infatti, quando mi è stato detto che non potevo salire, ho girato i tacchi e sono andata via. Senza polemizzare”.

Ad onor del vero, lo stesso consigliere comunale pentastellato che ha impedito l’accesso alla Fasolino, ha usato parole poco edificanti anche nei confronti degli operatori della stampa, sia locale sia nazionale, che rumoreggiavano nell’atrio del Palazzo di Città per l’organizzazione del punto stampa dove poter procedere con le interviste al ministro Di Maio. Qualche sbavatura ci sta tutta, sia chiaro: un nuovo esecutivo, da pochi giorni al governo cittadino, alle prese con una manifestazione che richiama decine di migliaia di persone. Un ospite d’onore come il vicepremier Luigi Di Maio per il quale le misure di sicurezza di certo dovevano essere più stringenti, piccoli intoppi del tutto comprensibili.

Carla Fasolino non polemizza, non cerca appigli ma evidenzia un dato. “L’increscioso episodio che mi è capitato, sarà tale per il 30% dei campobassani mentre il 70% osannerà questa decisione. Certo è che quei campobassani che non volevano un sindaco leghista perché identificato come fascista dovranno ricredersi. Da quello che ho visto oggi e nei giorni scorsi, gli attuali amministratori sono meno democratici di chiunque li abbia preceduti. Sono i padroni del Comune”.

Una cosa del genere non le era mai accaduta. “Con il sindaco Battista avevamo le porte aperte, sempre. Se poi il consigliere comunale non può salire ma la famiglia degli altri, quelli di maggioranza, sì - puntualizza Carla Fasolino – allora questo non lo comprendo. Ripeto, non voglio polemizzare ma avverto l’amarezza per il modo di porsi che è già il loro biglietto da visita. Vogliono comandare, ma questo mi era chiaro da prima. Sarei andata via comunque, anche senza essere cacciata e nemmeno elegantemente come il sindaco Gravina ha visto bene perché era presente”.

Palazzo 'off limits' anche per le due esponenti del Consiglio regionale Filomena Calenda e Paola Matteo, 'vittime' dello stesso trattamento riservato a Carla Fasolino.

"L’amministrazione Gravina è il cambiamento, così dicono: stamattina al Comune di Campobasso, in occasione dei Misteri, ad alcuni consiglieri regionali non è stato permesso l’accesso alla balconata, mentre il consigliere Greco, privilegiato, saliva tranquillamente" scrive Mena Calenda su Facebook.

 

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