Aida ci prova, il blitz riesce: con 10 sì e 5 no, si discute la sfiducia a Mazzuto

Aida ci prova, il blitz riesce: con 10 sì e 5 no, si discute la sfiducia a Mazzuto

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Durissimo attacco in aula di Mena Calenda che avverte la maggioranza e il presidente Toma (assente oggi come del resto l’assessore esterno): sei mesi sono passati, qui c’è gente che aspetta risposte. All’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale il bando per la non autosufficienza, oggetto di proteste e critiche durissime. Al momento della discussione della sfiducia, la maggioranza scompare dall'aula: 11 assenti, fra i quali Facciolla (unico della minoranza a non rispondere all'appello della vicepresidente Manzo). Manca il numero legale, consiglio aggiornato alle 19.55


CAMPOBASSO. Mazzuto è assente, impegnato a Roma, ma Aida Romagnuolo chiede all’aula di poter anticipare il punto 23 dell’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale. Detta così, non appare come un fatto pericoloso. Invece si tratta della mozione di sfiducia all’assessore esterno della Lega.

Momenti di ‘panico’ politico in aula, i toni si fanno subito alti. Mena Calenda rompe il silenzio e urla la sua rabbia.

“Se Mazzuto non sarà sfiduciato qui, lo sarà fuori di qui: avrà la sfiducia del popolo. E’ a Roma a perdere tempo mentre qui c’è gente che aspetta una risposta (si riferisce al bando per la non autosufficienza, che sta creando problemi e malumori e la cui scadenza è fissata al 3 luglio, ndr). I sei mesi sono finiti, sono favorevole alla proposta della collega Romagnuolo”.

Dall’aula manca anche Michele Iorio che ha abbandonato i lavori dopo il colpo inferto dai suoi colleghi di maggioranza che hanno respinto la sua richiesta di iscrizione di un ordine del giorno sulla concessione del patrocinio della Regione alla ‘Festa del Pastore’ di Roccamandolfi. Il blitz della Romagnuolo va a segno: 10 voti a favore, solo 5 contrari.

L’aula affronterà la mozione di sfiducia all’assessore esterno Luigi Mazzuto dopo la discussione sui fondi per la non autosufficienza. Sempre che non si ricorra a qualche artificio istituzionale.

Consiglio sospeso, ovviamente, subito dopo la votazione che lascia di stucco la maggioranza. L'artificio istituzionale è però dietro l'angolo, come da copione.Al momento della discussione della sfiducia (l'aula ha prima trattato la mozione Fanelli, Facciolla, Calenda sul fondo per la non autosufficienza epoi  l'odg Di Lucente sugli operatori del 118), come prevedibile ampiamente, la maggioranza sparisce dall’aula. Il sottosegretario Pallante richiede la verifica del numero legale: 11 assenti, la seduta è aggiornata alle 19.55 da Patrizia Manzo che ha preso le redini dell’assise consiliare.

Mancano all’appello Cefaratti, D’Egidio, Di Lucente, Iorio, Matteo, Micone, Nico Romagnuolo, Scarabeo, Tedeschi e Toma. Unico componente della minoranza assente al momento dell'appello, Vittorino Facciolla.

(seguono aggiornamenti)

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