Carenza idrica in basso Molise, cattive notizie: acquedotto già da riparare, portata d’acqua non idonea a servire tutti

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Se ne è discusso oggi, in Consiglio regionale: sei tubature rotte nelle ultime settimane, due in soli 2 giorni. E l’agognata acqua di sorgente potrebbe essere miscelata con quella potabilizzata del Liscione per garantire il trasferimento costante del quantitativo minimo


CAMPOBASSO. Cattive notizie sul fronte della carenza idrica che affligge – e pure pesantemente – molti comuni del basso Molise. Una vera e propria emergenza nonostante sia funzionante (anche se a mezzo servizio) l’acquedotto molisano - opera faraonica e indispensabile per la quale sono stati stanziati e usati oltre 180 milioni di euro - dopo i giorni in cui sono rimasti letteralmente a secco i rubinetti di molti comuni dell’area.

Il tema, di rilevante attualità, è stato affrontato grazie alla interpellanza urgente del Partito Democratico.

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“Non ci sono buone notizie – spiega nell’immediatezza dei lavori dell’aula Vittorino Facciolla sul suo profilo Facebook - non solo perché l'acquedotto molisano centrale, che non ancora entra in funzione a pieno regime, già è interessato da alcune rotture, ma specie perché dalla risposta avuta non ci è stato garantito il trasferimento costante del quantitativo minimo di acque necessario alle nostre popolazioni.

Dei 500 litri al secondo che necessitiamo, ci saranno trasferiti, peraltro senza continuità, non più di 300 litri, salvo problemi al potabilizzatore e sperando nel perfetto e continuo funzionamento delle pompe di sollevamento”.

La questione nei fatti significa che all’acqua di sorgente, quella agognata da oltre un decennio dall’intero basso Molise, potrebbe dover essere ‘aggiunta’ quella potabilizzata del Liscione per garantire così la portata necessaria a limitare i rubinetti a secco.

Un paradosso, visto che l’acquedotto è stato concepito proprio per evitare a decine di migliaia di persone di bere l’acqua depurata proveniente dall’invaso di Guardialfiera.

Le numerose interruzioni idriche registrate negli ultimi giorni confermano che la situazione è grave anche per le numerose rotture delle tubature dello stesso acquedotto che, nei fatti, non è mai entrato in funzione se non negli ultimi giorni.

Nonostante quanto dichiarato solo un anno fa da presidente Toma (era il 10 agosto scorso), continuano a registrarsi rotture delle tubature, che non sono mai state utilizzate: 6 nelle ultime settimane e 2 negli ultimi due giorni. Il consigliere Greco avanza anche il dubbio che le tubature utilizzate in alcuni snodi fondamentali dell’acquedotto non rispondano ai requisiti richiesti per la portata d’acqua.

 

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