Cis Molise, Gravina punta sul centro storico: funicolare per il Castello Monforte

 Cis Molise, Gravina punta sul centro storico: funicolare per il Castello Monforte

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Nell’ambito del progetto per la riqualificazione del borgo, che il sindaco di Campobasso presenterà il 2 luglio al premier Conte. L’idea contenuta nel progetto che prevede anche la realizzazione di parcheggi multipiano a Sant’Antonio Abate. L’altra idea è il collegamento della frazione di Santo Stefano con la fondovalle del Rivolo


CAMPOBASSO. Parcheggi sotto la collina Monforte, un sistema di ascensori e una funicolare, per collegare il centro cittadino con la zona del castello che domina la città. E’ questa una delle due idee progettuali, che il sindaco di Campobasso Roberto Gravina presenterà il 2 luglio al Tavolo istituzionale sul Contratto di sviluppo del Molise, presieduto dal premier Giuseppe Conte. L’altra proposta prevede invece il collegamento tra la frazione di Santo Stefano e la fondovalle del Rivolo.

Progetti messi a punto nei venti giorni di tempo concessi dal Cis al Comune di Campobasso in considerazione della pausa elettorale. E che saranno caricati, dalla nuova amministrazione, sulla piattaforma che raccoglie tutte le idee che hanno richiesto di accedere al finanziamento del Cis.

“Il progetto per un sistema di mobilità e parcheggi a prevalente uso del centro storico di Campobasso – ha spiegato Gravina - interessa la parte più antica della città di Campobasso, che si arrocca sul colle dominato dal Castello Monforte ed ai cui piedi si sviluppa il centro storico cittadino. Il centro storico, accessibile dalle porte delle mura di cinta che lo circondano, è caratterizzato da vicoli e scalinate che arrivano al Castello. Inoltre l’area di intervento comprende la Collina Monforte, identificata con l’area Sic ‘Rocca Monforte’, recepita in Italia a partire dal 1997 e funzionale alla conservazione della biodiversità all’interno della Rete Natura 2000. Tali habitat ospitano specie vegetali di interesse, che possono rappresentare un attrattore ulteriore in chiave turistica, proprio per la particolarità di trovarsi in pieno centro urbano”.

Da qui la volontà di intervenire per migliorare la qualità di vita nel borgo, dove sono presenti edifici e strutture storiche in stato di degrado. Mentre tutta la zona è stata interessata da fenomeni di abbandono e spopolamento, nonostante le forti potenzialità legate alla valorizzazione in chiave turistico-ricettiva del patrimonio storico e culturale.

Per rendere più attrattiva l’area è stata prevista la creazione di parcheggi nella zona di Sant’Antonio Abate (sia multipiano che a raso, quest'ultimo spostato in prossimità del palazzo dell'Agenzia dell'Entrate), una serie di impianti di risalita quali ascensori, scalinate, un impianto automatic people mover (APM, ovvero un sistema di trasporto urbano di ridotta estensione, automatico e dotato di sede propria) e una funicolare, che permetterebbero a residenti e visitatori un accesso più fluido alle bellezze del borgo antico.

"La costruzione di un nuovo sistema di mobilità nel centro storico rappresenta un obiettivo strategico per la città di Campobasso - ha precisato Gravina - al fine di arrestare l’emorragia demografica del centro storico e rilanciarne la fruizione in chiave turistica, con conseguente impulso positivo sul tessuto economico legato, in primis, alle attività ricettive ed al settore edile per quanto concerne il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.”

Il secondo progetto presentato dall’amministrazione comunale è quello per la realizzazione della strada interpoderale di collegamento della frazione di Santo Stefano con la F.V. Rivolo. La frazione di Santo Stefano dista dal comune di Campobasso poco più di 7 chilometri. Il collegamento con il centro avviene per tramite della strada provinciale 90, il cui tracciato non garantisce tempi di percorrenza brevi. 

Il nuovo collegamento tra Santo Stefano e la città nell’idea del Comune dovrebbe avvenire per mezzo del Rivolo, accorciando il percorso e rendendolo meno disagevole, con ricadute sulla comunità residente nella frazione e una riduzione di costi dei servizi. Si prevede il ripristino e l’ampliamento della struttura stradale esistente di circa 1 chilometro e mezzo, con l’allacciamento al rivolo in una zona pianeggiante.

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