Punto nascita Termoli, i 5 Stelle: epilogo annunciato, indifendibile da troppo tempo

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Il portavoce Andrea Greco ha spiegato che “il Punto nascita chiude per un lunghissimo periodo di inerzia della politica regionale. Termoli è andato al di sotto dei 500 parti dal 2014. Ma la cosa grave è che, dal 2014, la Regione Molise non ha fatto nulla per chiedere la deroga e provare a fornire il reparto del San Timoteo degli standard di sicurezza richiesti. Quindi oggi, tutti quegli attori politici che sono stati determinanti all’interno di questo processo di indifferenza verso un territorio, non possono attaccare noi o il Ministro Giulia Grillo. Ecco perché non si possono attribuire colpe agli attuali Commissari, ma solo ad una politica cieca e sorda che ha fatto della sanità una piazza di clientela pura. Ho sentito Michele Iorio dire che bisognerebbe organizzare un ‘Vaffaday’ sotto al Ministero. Lui? Proprio lui che quando ha governato ha determinato oltre 600 milioni di euro di debiti sulla sanità regionale? O Vittorino Facciolla che ha detto che loro hanno difeso con le unghie e con i denti il Punto nascita di Termoli. Falso, e lo abbiamo dimostrato con i documenti alla mano che dal 2014 non hanno fatto nulla per mettere quel reparto nelle condizioni di rimanere in piedi. E oggi nessuno ha più il potere di mantenerlo in vita”. Ed è Greco ad anticipare che il Movimento 5 Stelle sta cercando di interloquire con la Direzione Generale Asrem per far sì che nel periodo estivo, quando c’è un notevole afflusso di turisti a Termoli e dintorni, il reparto di Pediatria del San Timoteo possa rimanere aperto h24.

Intanto, ieri sera nel corso della trasmissione ‘Porta a Porta’, proprio il ministro Giulia Grillo, in merito alla carenza di medici, ha spiegato che occorre trovare “incentivi strutturali per i medici che si spostano in aree rurali o non attrattive o lontane dalle città di origine. Per il Molise abbiamo fatto un lavoro enorme: Puglia e Lazio hanno prestato specialisti, evitando di mandare medici militari che sarebbe stata una soluzione molto complicata". Quanto alla carenza dei medici nei mesi estivi sarebbe utile "trasformare il percorso post-laurea dei medici, affinché entrino nel mondo del lavoro come nel resto del mondo. Non bisogna considerarli come un corpo estraneo".

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