Punto nascita, Facciolla dichiara guerra: Giustini e Sosto vengano a riferire in Consiglio, Toma impugni il decreto di chiusura

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Il segretario regionale del Pd ha già pronta l’interpellanza per fare chiarezza su quanto accaduto, sul presunto ‘baratto’ tra Termoli e Isernia. Al Movimento 5 Stelle che lo accusa di dire il falso, ribatte: avventurieri della politica, devono mettersi d’accordo visto che Di Marzio sostiene la bontà del Pos di Paolo Frattura. La tempistica degli eventi non depone a favore dei pentastellati: se la situazione era chiara da tempo, come mai il provvedimento è stato firmato un mese dopo le elezioni?


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. La battaglia è solo all’inizio: il Partito Democratico - con il segretario regionale Vittorino Facciolla in testa e Paolo Frattura, ex governatore della Regione disponibile a qualsiasi confronto per chiarire come si sarebbe potuto salvare il Punto Nascita del San Timoteo di Termoli - affila le armi e non pare intenzionato a mollare la presa.

Facciolla non ci sta: né alle accuse, nemmeno tanto velate, che vengono rivolte alla passata legislatura, né a caricarsi la croce di un provvedimento che viene anche ‘spacciato’ come un baratto ai danni dei cittadini.

Ieri il consigliere regionale, che nel passato recente è stato braccio destro del presidente di centrosinistra, ha rimarcato con veemenza l’infondatezza delle parole espresse dal Ministero della Salute che ha insinuato (per usare un eufemismo) il dubbio che dalla Regione Molise sia arrivato il placet all’operazione ‘chiudiamo Termoli’ per ‘salvare Isernia’. Chi ha avallato questo scambio, ove mai ci sia stato, e quando sarebbe accaduto, ha chiesto.

Sotto la lente anche la cadenza temporale degli eventi. Che non depone a favore dei pentastellati.

facciolla isernia 4 marzo 2019

La domanda è la diretta conseguenza di quanto dichiarato ieri dai 5 Stelle: una delegazione del Movimento ha incontrato il presidente del Comitato nazionale Percorso Nascite (l’organismo indipendente che certifica le strutture sanitarie dedicate al parto, ndr) e a loro sarebbe stata prospettata l’indifendibilità del Punto Nascita di Termoli per quei deficit di sicurezza ormai noti a tutti: numero di parti al di sotto della soglia minima dei 500, mancanza di una sala operatoria dedicata, pochi medici presenti, assenza di una struttura sanitaria per le emergenze che avrebbero potuto colpire i neonati.

E’ un fatto certificato anche che una delegazione dei 5 Stelle sia partita dal Molise per incontrare il ministro Grillo poco prima delle elezioni amministrative e per parlare proprio del caso del San Timoteo.

Certo è che il provvedimento di chiusura è piombato sulla popolazione bassomolisana esattamente un mese dopo elezioni amministrative.

La tempistica del precipitare degli eventi farebbe presagire una sorta di ‘attesa’ nelle decisioni da assumere legata proprio alla contingenza elettorale. E’ solo una coincidenza, un cattivo pensiero?

Se il deficit di sicurezza era datato, conclamato e certificato proprio dal presidente del Comitato nazionale Percorso Nascite, perché attendere allora? Per mettere a rischio la salute di mamme e neonati?

Perché il Movimento 5 Stelle non ha comunicato le risultanze dell’incontro con il Comitato, anche per aprire un dibattito politico e tentare ogni strada per individuare possibili soluzioni?

Intanto questa mattina, alle 10, il segretario regionale del Pd e quello della Federazione del Basso Molise, Oscar Scurti, incontreranno la stampa: sarà anche illustrata l’interpellanza urgente (che con molta probabilità si chiederà di discutere nella seduta del Consiglio regionale di martedì, ndr) che ha ad oggetto le azioni da intraprendere per bloccare la chiusura, dal 7 luglio, del Punto Nascita e del Nido decretata per una “dichiarata grave carenza di organico e per il mancato mantenimento del numero minimo di 500 parti annui previsto dal decreto Balduzzi e dal successivo regolamento di attuazione”.

Facciolla chiederà al presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone di provvedere all’immediata convocazione del commissario, Angelo Giustini, al fine di consentire allo stesso di riferire in Consiglio Regionale sulle ragioni che lo hanno indotto a decretare la chiusura del Punto nascite dell’Ospedale di Termoli, sull’intenzione eventuale di revocare, cautelativamente ed in via autotutela, il provvedimento di chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale di Termoli, su cosa abbia previsto per gli eventuali interventi d'urgenza da effettuarsi in detta specialistica. Sempre al vertice di Palazzo D’Aimmo Facciolla chiederà di convocare il direttore generale dell’Asrem, Gennaro Sosto per riferire in Consiglio Regionale se è a conoscenza di un impegno assunto dalla Regione Molise, e nel caso di chi lo abbia assunto, finalizzato a chiudere il Punto Nascite di Termoli a fronte della concessione della deroga in favore del Punto Nascite di Isernia, cosi come dichiarato dal ministro Grillo.

E al governatore Toma chiederà se intende impugnare il provvedimento di chiusura del punto nascite di Termoli e quali iniziative intenda assumere a difesa dello stesso.

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