Sanità, Greco annuncia: grazie a noi il Pronto Soccorso di Agnone non chiuderà di notte

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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle racconta l’iter di questo ‘salvataggio’ nel quale si è impegnato in prima persona contattando i medici affinché si rendessero disponibili per le turnazioni. Si apre una voragine tra il gruppo regionale e il senatore Di Marzio: l’idea  di un ospedale unico non appartiene né a me né ai miei colleghi del Consiglio regionale. Frecciatine all'indirizzo dell'Asrem e soprattutto del neo confermato direttore amministrativo, Antonio Lucchetti


AGNONE. Allarme rientrato per il Pronto Soccorso dell’ospedale di Agnone che avrebbe dovuto, fra qualche giorno, chiudere di notte. Il turno sarebbe stato coperto dal 118 ma oggi Andrea Greco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione e agnonese doc, comunica che il pericolo è stato scongiurato.

Non solo: il consigliere regionale, a sorpresa, prende le distanze dal senatore pentastellato Luigi Di Marzio in merito alla proposta di un ospedale unico. “Non appartiene né a me né ai miei colleghi del gruppo del MoVimento 5 Stelle regionale. La nostra idea di sanità era ben chiara nel programma e non smetteremo mai di lavorare per onorare quel patto con i cittadini, consci del fatto che non tutte le scelte dipendono da noi, con serietà e onestà”.

Si apre una voragine, quindi, tra il gruppo consiliare e la delegazione parlamentare visto che nessuno, fino ad oggi, aveva commentato la proposta del senatore, lanciata nel corso della trasmissione "Fuoco Incrociato", andata in onda su ‘Teleregione’  e condotta dalla collega Rita Iacobucci.

greco

Per quanto riguarda l’ipotesi del Pronto Soccorso a mezzo servizio, Greco spiega che “sarebbe stata una mazzata per la comunità, significava condannare l’alto Molise e l’alto Vastese nel momento di massimo afflusso durante l’anno, che è quello estivo, e ingorgare ulteriormente l’Ospedale di Isernia che già combatte ogni giorno con problemi di non poco conto”. Quindi, il 20 giugno, Greco ha incontrato il dg dell’Asrem, Gennaro Sosto che gli ha spiegato il motivo (a tutti noto) di questa decisione. La carenza di medici.

“Così mi sono attivato in prima persona, in realtà lo avevo fatto già mesi prima, chiedendo a medici amici e conoscenti di contattare l’Asrem e rendersi disponibili per coprire i turni – racconta ancora Greco -. A quel punto l’azienda sanitaria è stata messa di fronte all’evidenza che il problema era risolvibile, e quindi hanno aperto un bando per liberi professionisti a cui hanno risposto diversi medici. Non solo. Altri medici in questi giorni hanno continuato a segnalare la propria disponibilità. E a tutti loro voglio innanzitutto dire grazie a nome mio e di tutti i cittadini dell’alto Molise e dell’alto Vastese”.

La soluzione prospettata da Greco è quindi quella del ricorso ai contratti libero-professionali che “non sono l’optimum dal punto di vista economico, ma a questo punto l’unica possibilità per difendere con le unghie e con i denti i diritti sacrosanti di un intero territorio.

Passata la fase dell’emergenza e con lo sblocco del turnover consentito dal Decreto Calabria, l’Asrem dovrà bandire concorsi per far fronte alla carenza cronica del personale nei Pronto Soccorso di tutto il Molise o attivarsi in ogni modo possibile”.

Non manca la stoccata alla dirigenza Asrem. “Ciò che lascia interdetti, però, in tutta questa storia, è l’atteggiamento remissivo, quasi passivo di alcune figure apicali dell’Azienda sanitaria che, davanti alla carenza di medici, stavano per decretare la chiusura del Pronto Soccorso di Agnone invece che tentare in ogni modo di reperire professionisti.

Dicono che le hanno provate tutte in passato. Io gli ho dimostrato che volere è potere e che, quindi, bisogna cambiare qualcosa anche nel metodo di reclutamento dei medici e di pubblicazione dei bandi. Sosto si è dimostrato sensibile e si è adoperato per la ricerca di una soluzione; devo mio malgrado sottolineare che il direttore sanitario dell’Asrem, Antonio Lucchetti, appena riconfermato, deve fare molto di più per rispondere alle esigenze del territorio.

Nei giorni scorsi, qualcuno ha provato ad intestarsi i risultati di tutto questo impegno. Ma più che festeggiare, c’è da lavorare ‘pancia a terra’ perché nei prossimi mesi ci sarà ancora tanto da lottare per la nostra sanità. E io, insieme ai miei colleghi, non mi tirerò indietro. Costi quel che costi. Perché le promesse fatte ai molisani continuano per noi a rappresentare un impegno morale e istituzionale”.

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