Regione, colpo di scena: Mazzuto si dimette, la parola passa a Toma

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Il Consiglio regionale sarebbe dovuto iniziare alle 14 ma i lavori non sono partiti fino alle 16.30 quando si è conclusa la lunga e animata riunione di maggioranza nel corso della quale sarebbe maturata l'idea delle dimissioni. Il Consiglio regionale non ha trattato altri argomenti, tranne la votazione sulla mozione di sfiducia all'assessore esterno della Lega finita in parità. L'assise di nuovo in riunione il 16 luglio


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Il presidente Toma, solo ieri ai microfoni di 'isNews', lo aveva blindato. Ma a sorpresa oggi pomeriggio l’assessore esterno Luigi Mazzuto ha presentato le proprie dimissioni rimettendo l'incarico nelle mani del governatore.

Il Consiglio regionale, convocato per le 14, è iniziato solo alle 16.30 circa dopo una lunga e animata riunione di maggioranza: in aula, al primo punto dell'ordine del giorno dei lavori, la mozione di sfiducia nei confronti di Mazzuto, depositata a fine febbraio, discussa e votata nel corso dell’ultima seduta.

Ora la parola passa al presidente Toma che ha già annunciato l'apertura di un confronto politico locale ma anche e soprattutto nazionale.

LA COMUNICAZIONE DI TOMA. Finalmente, dopo l’attesa interminabile, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone, alle 16.30 circa, apre i lavori e immediatamente cede la parola al governatore Toma per le comunicazioni del caso.

L’assessore Luigi Mazzuto ha rimesso le deleghe – ha annunciato laconicamente il presidente, dando lettura della nota con la quale gli è stata, con molta probabilità, comunicata la decisione – in considerazione degli esiti della riunione di maggioranza odierna”. Nella nota sottoscritta da Luigi Mazzuto, lo stesso assessore rimarca la dedizione e la passione che hanno sempre contraddistinto il lavoro fino ad oggi svolto. Ma nel momento in cui è risuonata nell’aula di Palazzo d’Aimmo la parola ‘dimissioni’, dal pubblico si è levato un fragoroso applauso, subito stoppato dal presidente Micone. In aula gli ex lavoratori Ittierre e Zuccherificio.

Apro una fase di riflessione – ha aggiunto Toma – non solo locale ma anche nazionale visto che la Lega è un tassello importante della coalizione. Mi confronterò con tutte le forze politiche fin dalla prossima settimana ma, in ragione delle dimissioni dell’assessore, chiedo che venga ritirata la mozione di sfiducia”.

Eh già: il primo punto all’ordine del giorno dei lavori di oggi (iniziati alle 16.30 e terminati dopo 10 minuti), la prosecuzione di quanto avviato nel corso della precedente seduta del Consiglio regionale quando le minoranze e le due consigliere Calenda e Romagnuolo sono riuscite a portare alla discussione e alla votazione (non senza i distinguo politici del consigliere Facciolla), la mozione di sfiducia ‘parcheggiata’ all’ordine del giorno dei lavori dal 27 febbraio scorso. Un vero e proprio blitz che si è concluso in serata con la votazione che però non ha e non avrebbe potuto dispiegare altri effetti se non quelli di portare all’attenzione il dissenso politico nei confronti dell’operato di Mazzuto. La richiesta odierna del presidente Toma non viene accolta dalla prima firmataria della mozione, Aida Romagnuolo, che chiede di concludere  l’iter con l’immediata votazione. Dieci voti a favore e dieci contrari, in caso di parità come è noto il ‘punto’ viene attribuito alla maggioranza.

Mozione respinta ma ormai, al netto di ripensamenti o della non accettazione delle dimissioni, Mazzuto è fuori dall’Esecutivo.

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