Isernia, Comune condannato per mobbing per 73mila euro: si valuta l’azione di rivalsa verso l’ex dirigente

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Stangata per l’ente che, in Consiglio, ha dovuto approvare debiti fuori bilancio per un totale di 200mila euro di fronte a tre sentenze esecutive. Fa discutere quella della Corte d’Appello di Campobasso che ha fatto luce sui rapporti all’interno del Corpo di Polizia Municipale ai tempi dell’amministrazione Melogli. Approvazione in Consiglio con soli 18 voti per la maggioranza di centrodestra


ISERNIA. Grana debiti fuori bilancio per le casse di Palazzo San Francesco a Isernia. Il Comune è chiamato a sborsare oltre 200mila euro per far fronte a tre sentenze esecutive.
 
In particolare, una riguarda il riconoscimento in favore di un funzionario municipale delle somme spettanti per aver svolto, in passato, ruoli dirigenziali pur non essendo inquadrato come dirigente: una stangata da oltre 87mila euro secondo quanto stabilito dal Comune di Isernia. Un'altra sentenza, invece, concerne il riconoscimento in favore dell’avvocato dell’ente Alda Colesanti di alcuni incentivi previsti dal contratto, riconosciuti dal tribunale di Isernia per 44mila euro.
 
L’ultima, invece, pronunciata della Corte d’Appello di Campobasso, riguarda una causa per mobbing avviata dal sindacalista ed ex vigile urbano Feliciantonio Di Schiavi contro l’ex dirigente della Polizia Municipale pentra ai tempi dell’amministrazione Melogli, Giulio Castiello.
Una sentenza che da sola vale circa 90mila euro, per un caso che negli anni addietro ha fatto discutere e che ha scaldato gli animi anche dell’assise civica di scena giovedì scorso, 4 luglio.

Dalle minoranze, in particolare dalla consigliera Rita Formichelli, è arrivata la critica nei confronti dell’amministrazione per la gestione delle cause dal punto di vista legale. E il monito per un maggiore controllo sull’operato dei dirigenti, o comunque dei dipendenti in generale.
 
Tuttavia, maggioranza e opposizione sono apparse unite nell’idea di rivalersi eventualmente nei confronti dei soggetti a causa della cui condotta il Comune di Isernia è risultato soccombente in giudizio. In questo caso nei confronti dell’ex dirigente accusato di mobbing.

A lanciare l’istanza, in primis, il consigliere Nicola Moscato, il cui messaggio è suonato forte e chiaro: “Mi pare incredibile che per alcuni dirigenti che hanno sbagliato – ha dichiarato – a rimetterci sia l’intera struttura, in particolare questa amministrazione che nulla c’entra con queste vicende. Se ci sono dei responsabili, allora è giusto rivalersi su di loro”.

Da notare che le delibere di approvazione dei debiti fuori bilancio, lette in aula dal neo assessore al personale Linda Dall’Olio (assente l’assessore al Contenzioso Emanuela Guglielmi) sono passate con soli 18 voti di maggioranza, il minimo a disposizione del centrodestra. Il gruppo di Isernia Migliore, lo stesso della Dall’Olio, è infatti rimasto in aula con la sola consigliera Maria Cocozza, mentre gli altri due presenti dall’inizio (Andrea Galasso e Giuseppina Melaragno) non erano in Consiglio al momento del voto.

 

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