Punto Nascita, la battaglia si sposta al Ministero per la Salute: otto sindaci in missione a Roma

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La delegazione, guidata dal primo cittadino di Termoli Francesco Roberti, giovedì incontrerà i referenti del Comitato nazionale Percorso Nascite. Intanto, dal basso Molise sono partite due missive indirizzate al presidente Mattarella e al premier Conte


TERMOLI. Il primo punto a favore diventa ulteriore spinta al pressing su ‘chi decide’: sul Punto Nascita del San Timoteo di Termoli - dopo aver incassato la sospensiva del Tar che di fatto riapre il reparto fino al 24 luglio, giorno in cui il Tribunale Amministrativo Regionale si esprimerà nel merito del provvedimento - è stata vinta una battaglia. Ma l’obiettivo, come è evidente, è vincere la guerra.

E così, dopo le lettere inviate al Presidente Mattarella e al premier Conte, 8 sindaci del basso Molise, con il primo cittadino di Termoli in testa, giovedì saranno a Roma, dal Tavolo tecnico presso il Ministero della Salute.

"La sospensiva emessa dal Tar Molise rappresenta per noi sindaci l'occasione per intraprendere ulteriori azioni. Non ci fermeremo aspettando gli eventi, infatti giovedì saremo a Roma al tavolo tecnico del Ministero della Salute, inoltre abbiamo chiesto udienza sia al Presidente della Repubblica, sia al Presidente del Consiglio dei Ministri" spiega Francesco Roberti che, subito dopo l’elezione a Sindaco di Termoli, si è trovato fra le mani questa patata bollente che, di contro, ha evidenziato una forte condivisione tra Istituzioni e territorio, fra la politica e i cittadini che insieme hanno intrapreso questo percorso di protesta e di ‘lotta’ a tutela dei diritti di un territorio.

In due distinte lettere, inviate al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte (e per conoscenza al sottosegretario Giorgetti), i sindaci sottolineano "la grave situazione in cui versa la Sanità molisana che sta determinando grave allarme sociale per la contrazione di servizi socio sanitari essenziali tra la popolazione".

Le lettere sono firmate, oltre che dal sindaco di Termoli, da altri sette sindaci che rappresentano il bacino di utenza primario del San Timoteo: Piero Donato Silvestri di Campomarino; Mario Bellotti di Guglionesi; Costanzo della Porta di san Giacomo degli Schiavoni; Roberto Di Pardo di Petacciato; Giuseppe Puchetti di Larino; Giuseppe Caporicci di Portocannone; Giovanni Di Matteo di san Martino in Pensilis; Nicola Travaglini di Montenero di Bisaccia e Raffaele Primiani di Ururi.

Anche Antonio Federico, deputato del Movimento 5 Stelle che si era fatto promotore di un incontro tra i sindaci dell’area bassomolisana e il Comitato nazionale Percorso Nascite (quello che in sintesi promuove oppure boccia i reparti, come è avvenuto con quello di Termoli per il deficit delle condizioni di sicurezza) rilancia l’appuntamento di giovedì.

“Come ho preannunciato lunedì scorso nella sala del Consiglio comunale di Termoli, ho organizzato un incontro tra una delegazione di sindaci del basso Molise e il Comitato nazionale percorso nascite. L'incontro si terrà questo giovedì presso il Ministero della Salute a Roma.

In quell’occasione, senza filtri e intermediazioni, i tecnici che hanno stabilito le regole e gli standard di sicurezza, approvati dalla politica prima nel 2010 e poi nel 2015, potranno confrontarsi direttamente con chi rappresenta i territori”.

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