Regione, Matteo e Nola nell’Ufficio di presidenza. Il Pd abbandona l’aula: fatti fuori da tutto

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La protesta dei consiglieri Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla, che avevano chiesto al M5s un accordo politico: la disponibilità a votare Vittorio Nola, in cambio di un impegno dei Cinque stelle a convergere su di loro al giro di boa di metà mandato


CAMPOBASSO. Un accordo politico, tra le due componenti di minoranza in Consiglio regionale: il M5s e il Pd. Un accordo che i due componenti dem Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla avevano chiesto oggi ai Cinque stelle, in occasione delle votazioni per la ricomposizione dell’Ufficio di presidenza, dopo le dimissioni di Mena Calenda dall’incarico di segretario.

Dimissioni che hanno portato l’aula a votare per entrambi i segretari. Con la maggioranza che ha fatto convergenza su Paola Matteo e il M5s che ha riconfermato Vittorio Nola. "Già un anno fa – ha chiarito Facciolla – manifestammo l’esigenza che fossero rappresentate tutte le minoranze nell’Ufficio di presidenza, cosa in passato democraticamente sempre avvenuta. Ci siamo rivolti innanzitutto alla parte più corposa della minoranza, il M5s, dando la nostra disponibilità a votare Nola, in cambio di un impegno del gruppo pentastellato a votare un nostro rappresentante tra un anno e mezzo, a metà mandato, quando gli incarichi nell’Ufficio di presidenza si dovranno rinnovare perché arrivati a scadenza".

"Una richiesta che non è stata accolta, visto che a quanto pare  i Cinque stelle intendono occupare ogni poltrona utile – ha rincarato la dose Facciolla – L'altro appello lo rivolgo alla maggioranza, a mettere il riparo tutto il Consiglio da un errore distante dalla cultura democratica. Indicando Micaela Fanelli, che è capogruppo, ci sarebbe anche un risparmio sulle indennità”. Preso atto della indisponibilità sia del M5s, sia del centrodestra, il Pd ha dunque deciso di non partecipare al voto.

“Ci viene chiesta una cosa anomala – la replica del capogruppo del M5s Andrea Greco – un accordo per il futuro, quando non sappiamo neanche se tra un anno e mezzo saremo ancora qui. Non voglio fare il gufo, ma qui ci viene chiesto uno sforzo che arriva alla preveggenza. E non ci si parli di risparmio sulle indennità – Greco ha quindi ribattuto al passaggio evidenziato da Facciolla – visto che noi restituiamo parte della nostra indennità sotto forma di donazioni per la comunità, come abbiamo fatto lo scorso anno con l'acquisto di un'ambulanza”.

Con il Pd fuori dall’aula al momento del voto, “per una questione politica e non relativa alle indennità”, come ha precisato Fanelli, per Paola Matteo (Orgoglio Molise) sono arrivati 13 voti, con i 6 voti del M5s su Nola.

Il sottosegretario alla presidenza della Giunta Quintino Pallante ha poi riconfermato la Matteo anche nella Commissione speciale di studio sull’allarme criminalità. Lanciando l’appello ad affidarne la presidenza (oggi a guidarla è Vittorio Nola) a uno dei tre componenti di maggioranza. Che a questo punto chiede di rioccupare tutte le caselle.

“Una nomina che per me rappresenta un grande onore – le parole di Paola Matteo - voglio ringraziare per il sostegno l’intera maggioranza che ha dimostrato compattezza, condivisione politica e unità d’intenti, nonostante le differenti identità di ciascuno e le polemiche degli ultimi giorni”.

“Un ringraziamento al presidente Toma e a chi ha creduto in me per questo compito – ha concluso l’esponente di Orgoglio Molise - che mi offre la possibilità di proseguire il mio lavoro da consigliera regionale e di impegnarmi più che mai per una politica che possa dare un fattivo contributo al bene comune”.

 

Carmen Sepede

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