Regione, tutti contro Iorio. Lui ribatte: faccio ombra a qualche ‘personaggetto’

Regione, tutti contro Iorio. Lui ribatte: faccio ombra a qualche ‘personaggetto’

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In Consiglio regionale volano gli stracci, il già governatore commenta l’isolamento politico nel quale è stato relegato e annuncia il ‘tagliando’ che farà alla fine dell’estate


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Protagonista indiscusso di una lunga stagione politica, oggi coscienza critica di una maggioranza sempre più fluida e parafulmine di ogni guaio che la Regione si trovi ad affrontare.

Michele Iorio appare isolato all’interno della coalizione con la quale si è candidato, che ha sostenuto e che quindi ha aiutato a vincere. La maggioranza di centrodestra non perde occasione per rimarcare le decisioni che ha assunto in passato, per additarlo e spesse volte per assestare colpi bassi. Che sarebbero leciti, politicamente, se arrivassero dallo schieramento opposto. E che, quindi, diventano sintomatici di un problema interno quando si verificano nello stesso perimetro politico.

“Ma si tratta di problemi politici, non interpersonali – commenta Michele Iorio - La sensazione che avverto da tempo è quella di lavorare in una maggioranza che mi considera opposizione. Forse perché sono propositivo, assumo iniziative, cerco di stimolare la risoluzione dei problemi e probabilmente faccio ombra a qualche ‘personaggetto’ di secondo livello che si sente privato di qualcosa che non conosco – attacca a testa bassa il già governatore della Regione -. Il culmine si è raggiunto quando, con una manovra poco chiara e trasparente, il presidente Micone mi ha escluso dalle nomine come gruppo consiliare ‘Iorio per il Molise’. Poi ha ‘cianciato’ su una storia ridicola, sostenendo che a volte parlo come ‘Fratelli d’Italia’ - ma quando mai, chiosa - e altre a nome di ‘Iorio per il Molise’.

Sta di fatto che, in qualsiasi modo io parli, sono e resto opposizione all’interno della maggioranza. Questa questione è stata chiarita abbondantemente dalle dichiarazioni su di me, fatte sempre dal presidente del Consiglio regionale: sarei stato un despota, avrei avuto attenzioni per i miei familiari, incarno una politica vecchia, poco coerente. Ha parlato persino del ribaltone. Io credo che sia stato un segnale abbastanza forte ma non ribatto ad accuse che reputo ridicole e che vengono da una persona che non merita nemmeno il rispetto di una risposta”.

Ieri, nell’aula impegnata nei lavori per il Consiglio regionale monotematico sulla Sanità, Michele Iorio ha dichiarato apertamente di condividere la mozione del Pd (che chiedeva tempi certi per una nuova audizione dei commissari e l’istituzione di una Commissione speciale temporanea). Il fuoco amico ha avuto la voce possente di Andrea Di Lucente, l’esponente dei Popolari per l’Italia che non si è nascosto dietro ad un dito rispetto agli effetti di scelte che arrivano dal passato e che coinvolgono anche il presidente della Regione, ai tempi d’oro di Forza Italia e Silvio Berlusconi.

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