Isernia, Toma in Consiglio provinciale: pronto a chiedere la modifica del decreto Balduzzi

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Isernia, Toma in Consiglio provinciale: pronto a chiedere la modifica del decreto Balduzzi

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Il governatore presente all'adunanza pubblica in Provincia annuncia la richiesta di deroga alla legge che finora ha condannato il Molise a pesanti tagli sulla sanità pubblica. GUARDA LE VIDEOINTERVISTE


ISERNIA. La strada per 'salvare' il Molise e la sua sanità pubblica risiede nella deroga al decreto Balduzzi. Lo ha affermato il presidente della Regione Donato Toma, presente in Consiglio provinciale per la seduta monotematica sulla sanità, organizzata in forma di adunanza pubblica per volere del presidente facente funzioni, Roberto Di Pasquale, che ha recepito le varie istanze provenienti dal territorio.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A DI PASQUALE

Tra i presenti a Palazzo Berta, vari rappresentanti del Comitato Isernia Beni Comuni e In seno al problema, oltre alle deputate Rosalba Testamento del Movimento 5 Stelle e Annaelsa Tartaglione di Forza Italia. Un problema tutto politico, quello della deroga al Balduzzi, che andava risolto in passato in Conferenza Stato-Regioni, ma per il quale Toma giura di potersi giocare le sue carte. Il governatore ha ribadito di avere le mani legate a causa del commissariamento, su una serie di tematiche. E ha dato alcune anticipazioni sul futuro del settore: a cominciare dalla necessità di finanziare una piazzola di elisoccorso a Pozzilli e, a seguire, ad Agnone e Termoli.

Fondamentale, per salvare le specializzazioni degli ospedali di Isernia, Agnone e Venafro, ottenere il Dea di II livello a Campobasso e di I livello a Isernia. Ipotesi perseguibile solo con la deroga al Balduzzi. Occhi puntati anche sul punto nascita del Veneziale, che da ottobre prossimo dovrà essere riesaminato dall'apposito Comitato Percorso Nascita Nazionale, dopo aver ottenuto una prima deroga l'anno scorso. Nel ribadire una visione della sanità diversa da quella dei commissari, Toma ha chiarito di essere sostenitore della proposta di legge del sottosegretario leghista Luca Coletto, che vedrebbe l'eliminazione dei commissariamenti e l'affiancamento delle regioni virtuose in termini di gestione dei fondi per la sanità a quelle in Piano di rientro. "Non ce l'ho con i commissari, ma con un'istituzione che non risolve i problemi".

Ma sull'annoso tema del debito sanitario che si è acceso il Consiglio, con un applauditissimo intervento del dirigente medico del Pronto Soccorso Lucio Pastore (Comitato Isernia Beni Comuni) che non ha risparmiato strali sullo squilibrio tra la sanità pubblica e quella privata. Troppo il 40 per cento del budget per i privati convenzionati, troppo il 40 per cento dei posti letto. Solo il Neuromed, ha detto Pastore, dispone di 157 posti letto, di cui appena 15 utilizzati da pazienti molisani, il resto da extraregionali. "Questa è la famosa mobilità attiva - ha spiegato Pastore - dipinta come la panacea. In realtà è da qui che i conti vanno in rosso. Così facendo, il depauperamento della sanità pubblica è inevitabile. Questi numeri non sono frutto di scelte tecniche, ma politiche. Siamo da 12 anni in deficit, si chiudono ospedali e servizi, ma non viene meno una convenzione con il privato. Il governatore del Veneto, Zaia, pochi giorni fa ha fatto una delibera con cui fissa al 12 per cento il budget per i privati. Premetto, non sono contro la sanità privata, ma non ritengo vada fatta con i soldi pubblici. Il peccato originale risale agli anni '80, ai tempi della Sanatrix. Il Molise, con 6 ospedali pubblici e 600 milioni di budget, non aveva bisogno di strutture private convenzionate. Se fosse stato così, oggi non avrebbe avuto debiti. Le cliniche convenzionate producono 90 milioni di euro di prestazioni per pazienti non molisani che la Regione ha dovuto anticipare, di cui circa 15 di extrabudget. Questa è l'origine del debito: e non lo dico io - ha concluso Pastore - ma il direttore generale dell'Asrem Gennaro Sosto, in un suo documento. Se fosse possibile, proporrei una causa comune contro lo Stato perché ci ha messo in condizione di avere una sanità sempre più povera e le tasse più alte d'Italia".

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Molto interessante anche l'intervento dell'avvocato Oreste Scurti, legale del comitato 'In seno al problema'.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A SCURTI

 

 

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