Presidente della Provincia, il Pd rinuncia alla corsa. Nel centrodestra scontro Roberti-Amoroso

Presidente della Provincia, il Pd rinuncia alla corsa. Nel centrodestra scontro Roberti-Amoroso

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Dopo la decisione dei dem di non presentare candidati e del M5s di non andare alle urne, anche a Campobasso potrebbe profilarsi una contesa interna, non molto diversa da quella in corso a Isernia. Il 13 e il 14 agosto la presentazione delle liste, il voto il 3 settembre


CAMPOBASSO. Provincia, il Pd rinuncia ad esprimere candidati alla presidenza, a Campobasso così come a Isernia. E quello che si profila a Palazzo Magno, nelle elezioni del 3 settembre, è uno scontro tutto interno al centrodestra, tra il sindaco di Termoli Francesco Roberti e il primo cittadino di Petrella Tifernina, Alessandro Amoroso, già consigliere provinciale uscente con deleghe importanti.

Roberti espressione di Forza Italia, per lui spingono in particolare la leader azzurra Annaelsa Tartaglione e l’europarlamentare Aldo Patriciello. Amoroso sostenuto a quanto sembra dal segretario dei Popolari per l’Italia Vincenzo Niro e dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone (Udc). Niro e Micone che sarebbero anche i promotori di uno dei due candidati presidenti in corsa a Isernia, il sindaco di Frosolone Felice Ianiro, sfidato dal sindaco di Venafro Alfredo Ricci, sul quale spingerebbe in particolare l’ex governatore Michele Iorio.

Trattative serrate nel centrodestra, a pochi giorni dalla presentazione delle candidature. Con Forza Italia che chiede la quadratura su Roberti, in questo caso l’ipotesi Amoroso potrebbe saltare, lasciando intendere in caso contrario la possibilità di una convergenza dell’ultima ora a Isernia su Ricci. Giochi incrociati, visto che a Campobasso e Isernia non si voterà in contemporanea.

Tornando al Pd, la decisione di non presentare candidature in quota dem, già nell’aria da alcuni giorni, è stata presa a seguito della riunione di ieri sera della direzione del partito. Alcune ipotesi erano state avanzate. Nel totonomi erano spuntati i sindaci di Larino Pino Puchetti, di Guglionesi Mario Bellotti e di Riccia Pietro Testa. Ma l’aver perso i comuni di Campobasso e Termoli, nella precedente legislatura guidati da due dem come Antonio Battista e Angelo Sbrocca, ha indotto il partito a scegliere di non esprimere ‘l’agnello sacrificale’. Tanto più che si voterà con il voto ponderato, che ad esempio a Campobasso vale 603 e nei comuni più piccoli 45.

Una scelta dovuta anche alla rinuncia a presentare candidati - e a partecipare alle elezioni - del M5s, che guida il capoluogo regionale e che a Palazzo San Giorgio ha piazzato un’armata di ferro, composta da 20 consiglieri più il sindaco Roberto Gravina.

Gravina sollecitato dall’ex sindaco Battista a candidarsi alla presidenza della Provincia, per difendere e valorizzare il ruolo di Campobasso come città capoluogo. Appello al quale il pentastellato in Consiglio comunale ha detto ‘ni’, per poter riflettere, anche in considerazione del dibattito parlamentare sul futuro delle Province. Enti da abolire, secondo la posizione ufficiale del M5s. Per poi far sapere di non interessato alla candidatura. Mentre è stata ufficializzata la decisione dei Cinque stelle di non partecipare alla tornata elettorale.

A scegliere, trattandosi di elezioni di secondo livello, saranno i consiglieri e non i cittadini. Con il ‘corpo elettorale’ rappresentato da 984 amministratori.

Intanto la prossima settimana saranno presentate le liste con le candidature, che dovranno essere consegnate a Palazzo Magno il 13 e il 14 agosto, corredate da un minimo di 148 sottoscrizioni. il 15% degli aventi diritto al voto. 

Carmen Sepede

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