Isernia, 1,5 milioni per palazzo d’Apollonio che diventa ‘Museo della Moda’

Isernia, 1,5 milioni per palazzo d’Apollonio che diventa ‘Museo della Moda’

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

La giunta comunale approva il progetto ‘Il filo di lana’, elaborato dall’Ufficio Politiche Pubbliche, finalizzato alla ripresa del settore tessile sul territorio pentro


ISERNIA. Inserito nel più ampio progetto sulla valorizzazione dei tratturi, finanziato dal Cis Molise con 129 milioni di euro, previo accordo con il Comune di Campodipietra, e all’ordine del giorno del Consiglio comunale di domani, è stato approvato dalla Giunta comunale il concept metaprogettuale denominato ‘Il filo di lana’, elaborato dall'Ufficio Politiche pubbliche del Comune di Isernia.

Si tratta di una iniziativa che, partendo dalla storia più antica della città giunge ai giorni nostri e si concretizza con la realizzazione di un Museo della Moda nei locali di palazzo d’Apollonio, sottoposto a vincolo paesaggistico-architettonico e perciò destinatario di un finanziamento di 1,5 milioni di euro per lavori di ristrutturazione, e con la creazione di nuovi laboratori tessili nel capoluogo pentro con il sistema del ‘pop up lab’.

L’idea – come si apprende dalla pagina facebook LabIS (Laboratorio di cittadinanza) - prende le mosse “da un percorso concettuale che origina dal tratturo Pescasseroli-Candela, che attraversa Isernia e che nell'attuale villa comunale vedeva una importante stazione di posta, dove le greggi si riposavano e i pastori finalizzavano il loro lavoro con gli scambi commerciali.

Isernia, infatti, era una importante città industriale, in quanto ricca d'acqua che, in epoca pre-moderna costituiva la principale forza motrice. Ecco, quindi, secondo la ricostruzione storico-antropologica del concept, la presenza di diverse cartiere e diversi lanifici. Oltre ad abbondare la forza motrice (l'acqua), qui abbondavano anche le materie prime come pelli e lana di pecora, poiché fino al XIV secolo la scrittura avveniva sulla pergamena (o cartapecora), ricavata dalle pelli, poi via via sostituita dalla carta a base di fibre tessili come la lana. Quest'ultima ha generato anche le attività tessili e tutte quelle collaterali”. Un concept che in età moderna trova compimento nell’epopea industriale della Ittierre, e che vede il territorio pentro e la sua comunità fortemente legata a questo genere di attività.

Dunque, partendo da questa storia, l’Ufficio Politiche Pubbliche di palazzo San Francesco con ‘Il filo di lana’ ha deciso di supportare tutte quelle iniziative di settore che pian pianino stanno riemergendo e di conservare il know-how ancora presente sul territorio. Di qui, come su anticipato, la ristrutturazione di Palazzo d'Apollonio e la localizzazione di ‘pop-up lab’ nel centro storico. Nel primo, troverà posto un Museo della Moda (anche con sala conferenze e ambienti dedicati alla didattica), mentre i secondi punteranno a far riaprire i laboratori relativi a tutte le attività dell'intera filiera tessile.

Una storia tutta da raccontare.

 

Unisciti al gruppo Whatsapp di isNews per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del nostro quotidiano online: salva il numero 3288234063, invia ISCRIVIMI e metti "mi piace" al nostro gruppo ufficiale 

 

Privacy Policy