Crisi di governo, 5 Stelle divisi. Federico invoca le elezioni, Gravina contrario. Facciolla non ha dubbi: urne subito

Crisi di governo, 5 Stelle divisi. Federico invoca le elezioni, Gravina contrario. Facciolla non ha dubbi: urne subito

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Il dibattito si rianima sui social dove i due esponenti pentastellati hanno espresso il proprio parere sull’attuale situazione politica. Il parlamentare rimarca: indietro non si torna. Il sindaco di Campobasso rilancia: costruire una base programmatica guardando altrove. Dalla Toscana arriva l'eco delle parole di Beppe Grillo: mai più con Salvini, sì all'intesa con il Pd 'per fermare i barbari'.  Il prossimo 21 agosto, la questione alleanza dem-5 Stelle al centro della direzione nazionale Pd. Ma il segretario regionale del Molise è lapidario: per me meglio tornare al voto


CAMPOBASSO. La crisi di Governo rianima la politica regionale, ‘assopita’ in questa settimana di Ferragosto – naturalmente vocata alle vacanze – e poi, di colpo, sferzata dall’improvviso vento di possibili elezioni.

Come ormai prassi consolidata, è la piazza virtuale a fare da scenografia al dibattito. Una sorta di bar senza tavoli né sedie, dove ci si incontra, si discute, si materializzano idee e opinioni. Mancano solo la birra ghiacciata e un mazzo di carte napoletane…

Lancia il sasso nello stagno della domenica d’agosto Antonio Federico, deputato del Movimento 5 Stelle. Ed è inequivocabile il pensiero del pentastellato , ‘in linea’ con la nomenclatura grillina.

federico in parlamento

“Indietro non si torna, al massimo è al voto che si torna. Ma in mezzo c'è un Paese che non può essere lasciato alla sbando a causa di una sciagurata crisi messa in piedi per puro egoismo. Ed allora - scrive Federico sul proprio profilo Facebook poco prima dell’ora di pranzo -è bene che sia il Parlamento nei prossimi giorni ad esprimersi per trovare una soluzione politica, altrimenti sarà il Presidente della Repubblica ad indicare la strada per arrivare il prima possibile al voto ed a salvaguardare i nostri conti. In democrazia funziona così”.

Scompare, dal breve editto del deputato di Campobasso, il mantra del taglio dei 345 parlamentari, azione prioritaria da porre in essere - per il Movimento -  prima del ritorno alle urne. Ma se Conte verrà sfiduciato dalla Lega, l'operazione 'taglia poltrone' salta. Il lavoro delle Camere si ferma e addio tagli alla casta.

I commenti alle parole di Antonio Federico sono in linea con il ‘grillinopensiero’: mai più con la Lega, dicono alcuni elettori che rimproverano la complicità del Movimento alle posizioni ‘celoduriste’ di Salvini soprattutto in tema di migranti e di porti chiusi all’umanità. Un po’ tardi per accorgersene, qualcuno rimarca, soprattutto alla luce del decreto sicurezza bis, passato de plano con il voto dei pentastellati. E Federico ammette: l’ho detto, indietro non si torna.

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