Tecla Boccardo contro Toma: pensiamo alle nostre emergenze, non agli scenari nazionali

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“Leggiamo cose interessanti e condivisibili per un Sindacato come il nostro: definizione di un rapporto di qualità con l’Europa, politica per la sicurezza da conciliare con il dovere dell’accoglienza responsabile, sviluppo economico da coniugarsi con la sostenibilità ambientale e sociale, una nuova stagione di investimenti e politiche economiche declinate in chiave distributiva, evitando incrementi di tassazione (a partire dall’aumento dell’Iva che deprimerebbe ulteriormente i consumi, già al lumicino e destinati alla mera sopravvivenza, almeno da noi).

E, soprattutto, lavoro come volano per lo sviluppo e per costruire una prospettiva per i nostri giovani. Vedremo cosa ne verrà fuori, se qualcosa si concretizzerà nelle prossime giornate. E, sennò, elezioni siano, tanto più che nessuno dei Partiti sembra preoccupato dell’esito che le stesse potrà avere per la propria parte. L’unica cosa, per parte sua, che teme il sindacato è l’instabilità politica. L’importante, in questa fase, è che si faccia bene, evitando i toni da stadio e di eccessiva partigianeria. Che non si impapocchi una qualsiasi cosa pur di stare a galla per qualche settimana o mese. Che si faccia in fretta: i bisogni delle persone, le loro istanze, persino le paure di cui è stato nutrita la nostra comunità, non possono aspettare i tempi della politica politicata.

Che non ci si dimentichi di noi e dei nostri problemi: il Consiglio regionale ha recentemente votato all’unanimità un documento di analisi, di proposta e di un percorso che non si può certo concludere qui. Anzi. Il Presidente Toma su questo si deve impegnare, altro che discettare degli scenari nazionali! Ancora pochi giorni e le vacanze (per chi ha avuto la fortuna di farle) sono finite. Ma i problemi, che ad inizio agosto abbiamo messo in fila, sono tutti là ad aspettarci: Gam, Ittierre, Zuccherificio, emergenza edilizia, cassa integrazione che scade, lavori di pubblica utilità da realizzare, ospedali da riqualificare con personale da stabilizzare e nuove immissioni, scuola che a breve riparte gonfia di precari, ricerca ed università come volano di crescita anche in chiave locale, centri per l’impiego e formazione professionale che aspettano investimenti, precari del sistema regionale da stabilizzare, sviluppo industriale da accompagnare, tutela delle persone più deboli a partire dei nostri anziani delle misere pensioni, terziario, servizi e turismo da ripensare globalmente. E l’elenco potrebbe continuare”.

Dalla Uil, da Tecla Boccardo, quindi l’invito al presidente Toma all’azione. “Cominciamo noi, ricominciamo da dove ci siamo lasciati a inizio agosto. Il sindacato è pronto a fare la propria parte e, vedrete, se ci muoveremo in modo raccordato e determinato, una svolta per il bene del nostro Molise la sapremo davvero imprimere. Poi ci confronteremo con le istituzioni nazionali, incalzeremo il Presidente del Consiglio, chiunque esso sarà, andremo nuovamente e presto al Mise o dal ministro del Lavoro, cercheremo e reclameremo attenzione, interventi, aiuti. Ma consapevoli, almeno, che quanto di nostro diretto interesse e alla nostra portata l’avremmo fatto, fino in fondo.”

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