Tecla Boccardo contro Toma: pensiamo alle nostre emergenze, non agli scenari nazionali

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Il segretario regionale della Uil commenta le recenti ‘uscite’ e incalza il presidente della Regione circa le azioni da porre in essere all’indomani del Consiglio regionale monotematico sul Lavoro


CAMPOBASSO. Nemmeno il tempo di prendere atto del dibattito che ieri ha ‘animato’ il Senato, delle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte, delle dimissioni e già si preparano ricette ‘in salsa molisana’.

“Siamo i soliti provinciali – il commento laconico di Tecla Boccardo, segretario regionale della Uil - qui da noi c’è chi ci tiene a far conoscere al popolo molisano (e all’intera nazione, per carità) il proprio parere, dispensando valutazioni sull’intervento di Conte o sui diversi ministri con cui avrebbe lavorato, auspicando percorsi e indicando soluzioni. Lo fa, magari, per tenere salda la maggioranza che l’appoggia in Regione o ingraziarsi l’assessore leghista al Lavoro. Ma la dignità di ogni politico di rango o il rispetto delle Istituzioni vorrebbe che ognuno stesse, almeno in questa fase, al proprio posto.”

E’ lapidaria la constatazione di Tecla Boccardo rispetto alle recenti uscite di parte della politica ‘nostrana’.

“Per parte nostra – chiarisce il segretario regionale della Uil -, lo ribadiamo ancora una volta, non abbiamo posizioni da prendere né indicazioni da fornire oggi o in vista di eventuali nuove elezioni politiche: gli iscritti alla Uil non hanno bisogno di avere, dal loro Sindacato, questi orientamenti, come sempre, agiscono o pensano secondo coscienza e seguendo le autonome opinioni. Il Sindacato, il loro Sindacato, non sceglie i propri interlocutori, discute con tutti e non fa sconti a nessuno, ha obiettivi chiari e resi espliciti in ogni occasione, ha una strategia condivisa con le altre organizzazioni sindacali, ha l’appoggio della propria gente e vuole soluzioni ai problemi. Né proclami, né promesse che troppo spesso si sono rivelate scritte nel vento. Vuole, da chi governa a Roma o a Campobasso, disponibilità al confronto con le forze sociali, vuole ricette e percorsi condivisi, vuole una visione di futuro tutto costruito attorno al Lavoro, al benessere della popolazione, allo sviluppo del Paese.”

Tecla Boccardo evidenzia però la necessità che la crisi di governo non pregiudichi le progettualità messe in campo per il Molise. Cis e decreto per le situazioni di emergenza economica e occupazionale su tutte.

“Avanti, presidente Conte, con l’ordinaria amministrazione - rimarca ancora - e non si dimentichi l’importanza della sottoscrizione del Contratto Interistituzionale di Sviluppo per il Molise (manca poco, solo l’ultimo miglio, e la progettualità delle Amministrazioni comunali potrà trasformarsi in soldi veri, iniziative economiche serie, opportunità di investimento e di occupazione) e la necessità del varo del Decreto che consente in intervenire nelle più complicate situazioni di emergenza economica e occupazionale (ci sono anche interventi per gli ammortizzatori sociali, dei quali centinaia di molisani aspettano la proroga).”

E, a proposito dell’attuale fase politica nazionale, la Boccardo incalza. “Avanti anche il proficuo confronto fra i diversi partiti sotto la sapiente regia del Presidente della Repubblica. Tocca ad essi fissare i paletti di una possibile nuova intesa che ci porti ad un nuovo Governo”.

Nel ragionamento di Tecla Boccardo spunta anche la condivisione sui temi più strettamente politici.


“Leggiamo cose interessanti e condivisibili per un Sindacato come il nostro: definizione di un rapporto di qualità con l’Europa, politica per la sicurezza da conciliare con il dovere dell’accoglienza responsabile, sviluppo economico da coniugarsi con la sostenibilità ambientale e sociale, una nuova stagione di investimenti e politiche economiche declinate in chiave distributiva, evitando incrementi di tassazione (a partire dall’aumento dell’Iva che deprimerebbe ulteriormente i consumi, già al lumicino e destinati alla mera sopravvivenza, almeno da noi).

E, soprattutto, lavoro come volano per lo sviluppo e per costruire una prospettiva per i nostri giovani. Vedremo cosa ne verrà fuori, se qualcosa si concretizzerà nelle prossime giornate. E, sennò, elezioni siano, tanto più che nessuno dei Partiti sembra preoccupato dell’esito che le stesse potrà avere per la propria parte. L’unica cosa, per parte sua, che teme il sindacato è l’instabilità politica. L’importante, in questa fase, è che si faccia bene, evitando i toni da stadio e di eccessiva partigianeria. Che non si impapocchi una qualsiasi cosa pur di stare a galla per qualche settimana o mese. Che si faccia in fretta: i bisogni delle persone, le loro istanze, persino le paure di cui è stato nutrita la nostra comunità, non possono aspettare i tempi della politica politicata.

Che non ci si dimentichi di noi e dei nostri problemi: il Consiglio regionale ha recentemente votato all’unanimità un documento di analisi, di proposta e di un percorso che non si può certo concludere qui. Anzi. Il Presidente Toma su questo si deve impegnare, altro che discettare degli scenari nazionali! Ancora pochi giorni e le vacanze (per chi ha avuto la fortuna di farle) sono finite. Ma i problemi, che ad inizio agosto abbiamo messo in fila, sono tutti là ad aspettarci: Gam, Ittierre, Zuccherificio, emergenza edilizia, cassa integrazione che scade, lavori di pubblica utilità da realizzare, ospedali da riqualificare con personale da stabilizzare e nuove immissioni, scuola che a breve riparte gonfia di precari, ricerca ed università come volano di crescita anche in chiave locale, centri per l’impiego e formazione professionale che aspettano investimenti, precari del sistema regionale da stabilizzare, sviluppo industriale da accompagnare, tutela delle persone più deboli a partire dei nostri anziani delle misere pensioni, terziario, servizi e turismo da ripensare globalmente. E l’elenco potrebbe continuare”.

Dalla Uil, da Tecla Boccardo, quindi l’invito al presidente Toma all’azione. “Cominciamo noi, ricominciamo da dove ci siamo lasciati a inizio agosto. Il sindacato è pronto a fare la propria parte e, vedrete, se ci muoveremo in modo raccordato e determinato, una svolta per il bene del nostro Molise la sapremo davvero imprimere. Poi ci confronteremo con le istituzioni nazionali, incalzeremo il Presidente del Consiglio, chiunque esso sarà, andremo nuovamente e presto al Mise o dal ministro del Lavoro, cercheremo e reclameremo attenzione, interventi, aiuti. Ma consapevoli, almeno, che quanto di nostro diretto interesse e alla nostra portata l’avremmo fatto, fino in fondo.”

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