Ambiente, per la Uil il Molise può diventare la prima regione ‘green’ d’Italia

Ambiente, per la Uil il Molise può diventare la prima regione ‘green’ d’Italia

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La riflessione della segretaria Tecla Boccardo su una tematica di stretta attualità nei giorni in cui il G7 è chiamato gestire il gigantesco problema del polmone del mondo che, nella foresta amazzonica in Brasile, va in fumo


CAMPOBASSO. Il Molise ha tutte le carte in regola per diventare la prima regione ‘green’ d’Italia. Ne è convinta la segretaria della Uil Tecla Boccardo. “Dovremmo essere capaci – ha affermato - di trasformare questa realtà, della quale spesso noialtri non riusciamo nemmeno a capacitarci, in ricchezza, in opportunità di sviluppo e di crescita economica e produttiva, in occasione per lavoro nuovo e qualificato per le nostre genti. Questa sarebbe la vera opportunità del cambiamento, che da tempo e da più parti, richiamiamo e rivendichiamo.” La riflessione nei giorni in cui i potenti della terra si riuniscono in Francia per dibattere sulle strategie globali per combattere le estreme differenze fra Paesi, e si trovano a gestire il gigantesco problema del polmone del mondo che, nella foresta amazzonica in Brasile, va in fumo.

“In questi anni – evidenzia Boccardo - sentiamo parlare sempre più spesso di tutela ambientale, inquinamento, cambiamenti climatici e di surriscaldamento globale: questioni urgenti, da sostenere nell’immediato, ma purtroppo ancora non seriamente affrontate. Proprio per sensibilizzare la politica, il settore produttivo, le istituzioni e i cittadini ad una maggiore responsabilità nei confronti dell’ambiente, dobbiamo, come sindacato ed a partire da ogni contesto territoriale, magari anche marginale come è il Molise, sollecitare e spingere ognuno, a partire dalle Istituzioni, a fare di più per cercare soluzioni di sviluppo fondate sulla sostenibilità, favorendo l’economia circolare e la giusta transizione verso un’energia pulita, perché è fondamentale affrontare la questione ambientale in termini complessivi. Proprio questo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità può creare occupazione di qualità e garantire salute e sicurezza alle popolazioni. E su questo percorso, elemento importante, incroceremo la sensibilità delle nuove generazioni, delle ragazze e dei ragazzi, che sono il futuro della comunità e che, proprio loro, devono diventarne i protagonisti e i primi attori”.

L’idea è di partire proprio dal Molise e la Uil lancia la sfida. “Possiamo far diventare il Molise la regione più green d’Italia, attirare qui il turismo di coloro che cercano nella natura incontaminata l’elemento centrale del loro periodo di ferie – propone Boccardo -. Possiamo favorire quelle imprese turistiche ed accompagnare gli investimenti di coloro, imprenditori privati non soltanto locali, che puntano su agriturismi e campeggi a contatto con la natura; possiamo essere la prima realtà territoriale che dichiara fuori legge la plastica e si impegna a ridurne l’uso sul proprio territorio; con il tanto eolico che ha invaso le nostre colline e la tanta acqua che può produrre energia non dovrebbe essere difficile per noi percorrere, fra i primi, la strada della decarbonizzazione dell’energia. E, ancora, quando pensiamo ai lavoratori in ammortizzatore sociale da impegnare in attività di pubblico interesse e a beneficio della collettività, diamo a queste un connotato di difesa, valorizzazione e promozione dell’ambiente. E orientare la stessa formazione professionalizzante e la ricerca e l’impegno dell’Università proprio sui temi dello sviluppo sostenibile e l’acquisizione di competenze per questa nuova economia su cui il futuro, inevitabilmente se non vorremo soccombere, si imposterà. Se presento qui alcune riflessioni da fine delle ferie – conclude -, non lo faccio certo per spirito polemico o per la ricerca di spazio nel, sonnacchioso, dibattito locale.

La partita che dobbiamo giocare, Conte a Biarritz e noi qui in Molise, è ben più importante: dobbiamo consegnare alle generazioni future un pianeta in condizioni almeno pari rispetto a quelle in cui l'abbiamo ereditato, garantendo ad esse il diritto di usufruire nella stessa misura e senza degrado delle stesse risorse naturali di cui beneficiamo come generazione attuale”. 

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