Forza Italia, volano gli stracci. Patriciello rilancia: coordinamento regionale? Paravento per chi non ha coraggio

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L’eurodeputato azzurro risponde a stretto giro alle dichiarazioni rese in tarda mattina e chiude la questione. Quell’organismo, di cui fa parte, non si è mai riunito, non esiste. “E’ una fake news, non un comunicato stampa”


ISERNIA. La risposta è arrivata a stretto giro, come immaginabile. La ‘guerra’ intestina che sta dilaniando Forza Italia da domenica sera, quando il verdetto delle urne ha consegnato Alfredo Ricci alla presidenza della Provincia di Isernia, si arricchisce di un nuovo capitolo.

Prima le dichiarazioni di fuoco dell’eurodeputato Aldo Patriciello che ha accusato, senza filtri, Forza Italia di aver tradito l’impegno preso rispetto al candidato Felice Ianiro; poi, questa mattina, la nota del Coordinamento regionale di Forza Italia che ha ribaltato il tavolo, chiarendo che il candidato ufficiale del centrodestra era Ricci.

Tempo qualche ora e la ‘telenovela’ si è arricchita di un’altra puntata, 'per la regia' dell’eurodeputato Patriciello che replica a muso duro.

“Ho letto con stupore e con una certa meraviglia la nota inviata alla stampa da parte del coordinamento regionale di Forza Italia di cui, tra l’altro, farebbe parte anche il sottoscritto. Una situazione tra il comico e il grottesco, se si pensa che tale coordinamento non è mai stato riunito e che quindi, di fatto, non esiste, se non per fare da paravento a chi non ha avuto nemmeno il coraggio di firmare ciò che ha scritto. Una fake news, insomma, più che un vero e proprio comunicato – spiega Patriciello -.

Ma l’ultima cosa che mi interessa è fare polemiche a mezzo stampa: non mi appartiene come metodo e come impostazione politica. Sono abituato a parlare coi fatti, da sempre; a comportarmi di conseguenza.

E credo che l’unico coordinamento utile sia quello che si fa fuori dalle stanze dei partiti, in mezzo alla gente, ascoltandone le richieste, programmando con serietà il futuro e cercando di risolvere i problemi dei cittadini.

Perché, anche se qualcuno non se ne è ancora reso conto, il mondo è cambiato e se non sapremo essere all’altezza delle sfide che ci attendono, i nostri giovani continueranno ad emigrare da questa regione, le aziende a chiudere, i commercianti a fallire, con il rischio di dover assistere al funerale del nostro Molise e del centrodestra. Il resto sono parole al vento e chiacchiere da marciapiede. Termini di un linguaggio politico che sa di vecchio e che, pur di non fare i conti con la realtà, preferisce convivere con la finzione”.

 

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