Regione, le schegge impazzite e il voto anticipato. Calenda: servono i voti alla sfiducia, non le prime pagine

Regione, le schegge impazzite e il voto anticipato. Calenda: servono i voti alla sfiducia, non le prime pagine

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Il consigliere regionale si chiama fuori dalla querelle che sta animando il centrodestra a margine delle Provinciali di Isernia. “Alimentare questo clima di tensione blocca ogni azione amministrativa e aumenta la distanza con i molisani”


ISERNIA. Centrodestra spaccato, dopo le elezioni per il vertice della Provincia del capoluogo pentro. Un dibattito, quello che sta animando da giorni la politica regionale, che potrebbe ripercuotersi anche in Consiglio regionale dove siedono i protagonisti della ‘querelle’ che vede lo schieramento che governa la Regione, ormai dilaniato. Tutti contro tutti, centrodestra contro centrodestra e la maggioranza rischia di non essere più tale.

Mena Calenda, consigliere regionale eletto con la Lega, è fra i componenti della massima assise legislativa rimasti fino ad oggi in silenzio, ad assistere ad uno spettacolo che però non le risulta gradito. Ed è quella che gira il coltello nella piaga. Gli accadimenti che hanno coinvolto l’ente di via Berta (elezioni che hanno riacceso le difficoltà interne al centrodestra), i ‘desideri’ forse nemmeno tanto celati di tornare al voto anche in Regione, i possibili scenari del dopo crisi nazionale, che potrebbero avere ricadute anche a Palazzo D’Aimmo diventano le tessere di un puzzle che Mena Calenda prova a ricomporre.

“Mi pare che quanto stia accadendo in Regione abbia delle analogie con la crisi di governo in atto. Due facce della stessa medaglia – spiega il presidente della Quarta Commissione consiliare -: quella di una politica lontana dalla gente e dai veri problemi. C’è una corsa alle prime pagine dei giornali (per la vicenda Provincia di Isernia, ndr) che non fa altro che alimentare un clima di tensione che blocca, di fatto, l’azione amministrativa. Mi hanno insegnato che le conflittualità all’interno di una squadra si risolvono nelle sedi opportuno. Est modus in rebus! Mi pare, invece, che più di qualcuno stia sbandierando l’intenzione di tornare al voto. Obiettivo lecito, ma per raggiungerlo bisogna presentare una mozione di sfiducia in Consiglio Regionale. Le altre strade intraprese servono solo a gettare fumo negli occhi e ad accrescere una distanza con l’elettorato che a breve diventerà incolmabile”.

Per Mena Calenda lo spettacolo offerto in questa settimana di fuoco incrociato che ha coinvolto l’intero centrodestra non è di quelli che piacciono al cittadino comune.

“Nel corso della mia esperienza politica regionale ho più volte sottolineato che questo modo di fare politica non mi appartiene – spiega subito -. Siamo chiamati ad amministrare per il bene comune e per gli interessi dei molisani e non per meri giochi di potere. Oggi più che mai queste parole sono valide se si considera quanto sta accadendo nella maggioranza di centrodestra”.

Mena Calenda ‘ritorna’ indietro, alle nemmeno tanto lontane ‘guerre’ interne che stanno minando il cammino della maggioranza di Palazzo D’Aimmo. Esempi che non sono serviti ad evitare che altri errori, politici, vengano poi commessi.

“Quanto accaduto in passato non è servito a nulla: i molisani sono stufi di lotte di palazzo, di diatribe interne per spartirsi incarichi e posti al sole, con atteggiamenti tipici della prima e della seconda Repubblica. Siamo dinanzi – sottolinea Mena Calenda – ad una fase nuova della politica, in cui l’elettorato è fluido, instabile, non più legato a partiti e ideologici.

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