Isernia, i Popolari: prendiamo le distanze dalla maggioranza

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Ripercussioni dopo la spaccatura del centrodestra alle Provinciali. Fantozzi e il suo gruppo, espressione dell’assessore Niro, contestano l’operato del sindaco e del gruppo Isernia Migliore, che hanno sostenuto Ricci e non Ianiro, a quanto pare in barba alle indicazioni del vertice della coalizione


ISERNIA. Contro il gruppo ‘Isernia Migliore’, che a loro dire è stato talmente libero, da sentirsi libero di votare addirittura per chi non rappresentava il centrodestra. Contro il sindaco e i suoi fedelissimi, che di aiutare la coalizione se ne sarebbero infischiati. Contro la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia, Annaelsa Tartaglione, che avrebbe rinnegato quanto sostenuto in sede di vertice di centrodestra.

Ne hanno per tutti, i Popolari per l’Italia al Comune di Isernia. Gianni Fantozzi & co. tornano sul pomo della discordia delle Provinciali, che hanno provocato una spaccatura profonda tra l’ala centrista più l’eurodeputato forzista Aldo Patriciello da un lato e il resto della coalizione dall’altro. La vittoria del sindaco di Venafro Alfredo Ricci, definito secondo i Popolari candidato del centrodestra solo ex post, provoca ancora strascichi. Gli uomini di Niro a Palazzo San Francesco, dunque, scendono nell’agone della polemica sul risultato elettorale in quanto “orientati a difendere sempre la verità, che pure in politica esiste, per quanto alieni dai conflitti verbali”.

E, alla luce di quanto accaduto, “prendono le distanze dall’anomala maggioranzaformatasi al Comune di Isernia tra il sindaco d’Apollonio e il gruppo di ‘Isernia Migliore’ (che ha come riferimento regionale l’assessore Roberto Di Baggio), che ha votato compatta su Ricci.

“Non pare dubbio – scrive il gruppo Niro in una nota - che il candidato ufficiale fosse il sindaco del Comune di Frosolone Felice Ianiro. Lo dicono i documenti, le cronache e le testimonianze. Lo dice il vertice del centrodestra tenutosi il 3 agosto scorso, lo dicono con autorità e lucidità l’onorevole Aldo Patriciello, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone e l’assessore Regionale Vincenzo Niro; come pure lo affermava la coordinatrice di Forza Italia Annaelsa Tartaglione, sia sulla stampa che in conversazioni private”, accusano.

La deputata, secondo la ricostruzione dei Popolari, una volta “acquisito il voto provinciale a favore di altro candidato, ha smentito impudentemente che la candidatura fosse quella del sindaco di Frosolone. Ha abborracciato una serie di argomentazioni, non senza palese difficoltà esplicativa, lontane dalla verità, inconcludenti e retoriche, insomma non convincenti - sostengono dal gruppo Niro - al cospetto degli interventi degli altri big del centrodestra", ritenuti più credibili.

Dito puntato, tuttavia, in particolare contro il gruppo ‘Isernia Migliore’, che in una nota avrebbe dichiarato di essere libero di votare chi voleva. “E infatti non ha votato per il candidato del centrodestra – scrivono Fantozzi e sodali - Ora, considerando che anche il sindaco e il suo gruppo di amici consiglieri, fermamente posizionati nel centrodestra, se ne sono infischiati della candidatura della parte politica ufficiale di appartenenza, il gruppo dei Popolari per l’Italia, fedele alle indicazioni della parte politica di riferimento, non può che rimanere sconcertato. Non sembra il caso di sprecare aggettivi in questa storia, ma per quanto il voto espresso si riconosca libero, in senso assoluto, neppure può diventare libero anche dalle posizioni politiche ufficialmente e formalmente predicate e sostenute, rimaste tradite in questa circostanza”.

I Popolari, dunque, si dissociano moralmente, “se una morale politica ancora esiste”, ma anche “politicamente da questa anomala maggioranza formatasi in Consiglio comunale, pur continuando a sostenere le idee del centrodestra, senza ipocrisia e maliziosità. Un altro dato certo: questa nuova maggioranza ha posto sulla scena della Provincia di Isernia il Partito democratico, usufruendo dei suoi voti per un successo elettorale che rimane sotto esame. Che vuole di più questa strana maggioranza? Se volessimo portare al concetto l’intera vicenda – concludono i Popolari con una metafora filosofico-teologica - si potrebbe parlare, mutuando dalle teorie del ‘male necessario’ della Creazione, di un ‘male evolutivo’ frutto di deficienza della natura o di deficienza incolpevole degli operatori o di deficienza della volontà. Ognuno può ricercare di quale deficienza si tratta”. 

Una presa di posizione forte, dunque, che potrebbe creare problemi molto seri al Comune di Isernia, con il primo cittadino d'Apollonio che, senza i 6 consiglieri di Niro, conterebbe su una maggioranza con numeri al limite: 17, compreso il suo voto. Il minimo per andare avanti.

 

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