Un Piano Sociale da 41 milioni e mezzo. Toma: la parola d’ordine è condivisione

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Ieri il secondo passaggio verso il documento finale che sarà poi portato in Consiglio regionale, alla presenza del governatore e dell’assessore Mazzuto che stoppa le polemiche politiche: la migliore risposta è il lavoro che portiamo avanti


CAMPOBASSO. La parola d’ordine è concertazione. Ieri, nel Parlamentino della Giunta regionale di via Genova, il secondo step del confronto sul Piano Sociale regionale con l’incontro aperto ai rappresentanti del Terzo Settore, associazioni di volontariato e promozione sociale.

Il governatore della Regione Molise, Donato Toma e l’assessore regionale Luigi Mazzuto, avviano il percorso condiviso e di partecipazione allargata con le parti sociali, i soggetti del Terzo settore, i referenti degli organi periferici dello Stato, che troverà la naturale conclusione con il passaggio in Consiglio regionale. “L’obiettivo è creare le condizioni perché il documento, rispetto alla stesura iniziale, possa essere implementato e migliorato"  spiega il presidente.

La fase di confronto è partita a fine agosto, qualche giorno prima della delibera di Giunta che ha cristallizato l’idea di Piano Sociale: i presidenti dei Comitati dei Sindaci, i rappresentanti degli Ambiti territoriali sociali, della Regione, dell’Asrem e dell’Anci si sono confrontati sullo strumento triennale che vale 41 milioni e mezzo.

“Sono loro – afferma il presidente Toma – il vero motore del welfare sul territorio, uomini e donne che dedicano la vita a favore dei soggetti più deboli della società. E sono loro che, attraverso il lavoro che svolgono quotidianamente e il costante monitoraggio delle situazioni e della problematiche, possono dare utili suggerimenti per un’azione normativa migliore e più efficace. Siamo partiti dalla ‘fotografia sociale’ del Molise. Dal confronto di oggi, sono venuti fuori ulteriori spunti arricchenti, che dovranno essere tenuti in debita considerazione se vogliamo avere un quadro più completo del welfare molisano”.

L’assessore Mazzuto, da parte sua, ribadisce quelli che sono i punti di forza della proposta di Piano.

terzo settore psr 11 settembre 2019

«Innanzitutto – spiega - l’entità del finanziamento, che è davvero ragguardevole: ben 41 milioni e 400 mila euro nell’arco di un triennio. Poi, la considerazione che non si tratta di interventi sporadici, in quanto le misure messe in campo sono sistemiche».

Il governatore chiarisce come la pianificazione sociale sia stata indirizzata su alcune aree d’intervento ritenute prioritarie.

«Si tratta - dice Toma - di un percorso che va dal miglioramento del primo livello delle prestazioni sociali, dalla problematica inerente la responsabilità familiare e la tutela dei minori, ad una maggiore attenzione verso il sostegno a domicilio e i livelli di autonomia delle persone anziane e disabili, per finire alle azioni di contrasto alla povertà e ai progetti di inclusione sociale. Infine – chiosa Toma – abbiamo insistito molto sull’integrazione sanitaria, per quanto riguarda alcune tipologie meritevoli di particolare attenzione, vale a dire anziani, disabili, dipendenze”.

Nessuno spazio per le polemiche politiche, per una riflessione su quanto avvenuto martedì in Consiglio. Per Mazzuto la migliore risposta è il lavoro che si sta portando avanti, la dotazione finanziaria di questo Piano Sociale che è il frutto di un intenso lavoro di mediazione con la Commissione competente della Conferenza delle Regioni e con i ministeri che hanno manifestato disponibilità verso le istanze della Regione.

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