In classe dopo tre mesi, arriva la visita del sindaco. Chiesti 5 milioni per garantire la sicurezza

In classe dopo tre mesi, arriva la visita del sindaco. Chiesti 5 milioni per garantire la sicurezza

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Per adeguare il patrimonio scolastico comunale. Attesa per la costruzione di tre nuovi plessi a Campobasso



CAMPOBASSO. Tutti in classe, senza doppi turni e senza particolari disagi. Ma per garantire la sicurezza nelle scuole di Campobasso servirebbero 5 milioni di euro. Questa la cifra che l’amministrazione guidata da Roberto Gravina ha chiesto al Ministero dell’Interno, in risposta al bando in scadenza tra pochissimi giorni.

Le priorità, con la stima dei costi di intervento, le individueranno i funzionari di Palazzo San Giorgio, chiamati a fare una sintesi degli studi di vulnerabilità degli edifici scolastici condotti dai tecnici dell’Unimol, da cui sono emerse criticità da affrontare per tutti gli edifici oggetto di valutazione.

I 5 milioni di euro, se arriveranno, andrebbero ad aggiungersi ai fondi per la costruzione delle nuove scuole di Campobasso, secondo l’iter avviato dalla precedente amministrazione: 11 milioni per costruire nuovi istituti a Vazzieri, nel quartiere Cep e in via Crispi. Più la scuola di Mascione, unico plesso per il quale l’intervento è già iniziato. Tempi ancora lunghi, dunque, per avere tutte le scuole nuove, moderne e soprattutto sicure.

Intanto, dopo tre mesi di vacanza, bambini e ragazzi di Campobasso oggi sono tornati in classe. A far loro visita il sindaco Roberto Gravina che, accompagnato dall’assessore alla Pubblica istruzione Luca Praitano, questa mattina è stato in diversi istituti della città: dal convitto Mario Pagano alla Montini, alla Petrone, alla D’Ovidio, alla Colozza, alla Jovine.

"Entrare in queste aule e parlare con studenti e docenti che si apprestano a riprendere il loro percorso di formazione - le parole del primo cittadino – è emozionante anche per chi come me e l'assessore vi arriva per una visita e per porgere un augurio. Le emozioni sono spesso il carburante del quale tutti abbiamo bisogno per le sfide che quotidianamente, in tutti i campi, ci proponiamo di affrontare”.

“Sono convinto – ha aggiunto Gravina - che le emozioni di questo primo giorno per i ragazzi e i loro docenti saranno fondamentali soprattutto quando troveranno ostacoli da superare. E allora che questa riserva di carburante andrà messa a frutto per affrontare con serenità ciò che gli sembrerà complicato ma di certo non impossibile. La scuola insegna, tra le altre cose, proprio questo: che ci si può sentire capaci di risolvere problemi e situazioni facendo riferimento ai saperi appresi".

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