Turismo, mozione bocciata e 5 Stelle all’attacco: 1 milione e 300mila euro per un Piano ‘vuoto’

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Tutte le carenze e il ‘conto’ delle spese sostenute per l’elaborazione del documento strategico, appannaggio solo della Giunta visto che il Consiglio regionale non è stato coinvolto


CAMPOBASSO. Sul Piano strategico per il Turismo si accende l’attenzione grazie alle mozioni presentate dalle opposizioni consiliari. Il Movimento 5 Stelle giudica l’operato della Giunta regionale un mero esercizio di stile, tra l’altro pagato a peso d’oro visto il costo: un milione e 300mila euro.

“Una visione miope del turismo molisano – attaccano i pentastellati -: un piano carente già solo perché definito senza coinvolgere il Consiglio regionale, organo deputato alla sua redazione, e affidato alla società regionale in house, che non ha competenze specifiche in materia turistica, nonostante accolga professionalità importanti”.

E’ come sempre Andrea Greco che, conti alla mano, spiega il dettaglio dei costi del Piano.

“Ecco le spese per ciascuno degli step previsti dal Piano e affidati a Sviluppo Italia: 46mila 890 euro per l’elaborazione elaborazione del progetto di dettaglio; 245mila per l’elaborazione documento strategico; 370mila euro per l’identificazione della strategia di comunicazione; 223mila per l’implementazione portale, 120mila per l’elaborazione modello governance; 63mila per il monitoraggio attività; 300mila per i costi diretti. Soldi sottratti ad un comparto che quest’anno segna un drammatico record negativo. Insomma, il Molise merita un futuro diverso, non certo quello che Toma e la sua Giunta stanno tracciando”.

Oltre ai costi e al mancato coinvolgimento del Consiglio regionale, il Movimento 5 Stelle punta il dito contro le carenze del Piano. “Non si fa menzione della ‘Film Commission’ prevista invece in una nostra proposta di legge presentata mesi fa e forse ancora bloccata in Commissione solo perché firmata dai 5 Stelle – sottolinea Angelo Primiani -. Al Piano manca una doverosa integrazione delle politiche tra assessorati. Un esempio: il catalogo della formazione professionale prevede un corso per Guide turistiche che non servirà a nulla se non a illudere, dato che la Regione ancora non prevede un esame di idoneità fondamentale ad abilitare alla professione. Manca una legge sui grandi eventi, non si fa cenno a una rete di piccoli teatri né a una rete dei cammini. Mancano riferimenti allo sviluppo dei laghi, anche perché le risorse del Fondo di sviluppo e coesione che potrebbero valorizzarli sono fermi da anni e mancano riferimenti ai marchi che pure potrebbero creare attrattività. Infine, cosa più importante, il Piano non spiega come realizzare tanti obiettivi e non spiega con quali soldi farlo. In pratica, quanto previsto dalla Giunta sul tema del Turismo sembra un compendio di vacue enunciazioni di principio, un esercizio di stile che al Molise serve a poco”.

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