Diritto alla salute, Pd e Sinistra si appellano al ministro Speranza: chiesto Consiglio monotematico

Diritto alla salute, Pd e Sinistra si appellano al ministro Speranza: chiesto Consiglio monotematico

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I gruppi consigliari di opposizione hanno presentato l’iniziativa in una conferenza stampa convocata a Piazza della Vittoria, davanti alla sede dell’Asrem. Seduta prevista per il 7 ottobre e richiesta di nomina di un commissario ‘politico’ e non tecnico


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Una lettera indirizzata al nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza. E la richiesta di convocazione di una seduta monotematica del Consiglio comunale di Campobasso, che dovrebbe tenersi il 7 ottobre. E’ il doppio fronte sul quale si muovono i consiglieri del Partito democratico e della Sinistra per Campobasso.

La lettera al ministro Speranza è già partita, contestualmente all’azione politica finalizzata a ottenere dal nuovo Governo più attenzione per la sanità pubblica. Oltre alla possibile nomina di un nuovo commissario alla sanità, non un tecnico ma una figura con un mandato politico, com’è stato chiarito nella conferenza stampa che si è svolta oggi in piazza della Vittoria, a pochi metri dalla sede dell’Asrem.

“Dopo tre anni dal precedente dibattito – ha detto il capogruppo del Pd Giose Trivisonno – chiediamo di far sentire la voce del Consiglio comunale di Campobasso sul tema della difesa della sanità pubblica. Sappiamo che il Comune non ha una competenza specifica in materia di sanità, ma può di certo esercitare diritti di indirizzo e di controllo nei confronti di chi ha responsabilità decisionali. Vogliamo farci carico e dar voce alle esigenze dei cittadini, che chiedono di poter beneficiare di un servizio pubblico di qualità”.

La richiesta di convocazione del Consiglio monotematico, sottoscritta dai quattro consiglieri di Pd e della Sinistra, primo firmatario la dem Alessandra Salvatore, aveva necessità di avere altre firme per essere valida. L’hanno così firmata dai banchi del centrodestra Salvatore Colagiovanni e Mimmo Esposito, oltre al capogruppo del M5s Antonio Vinciguerra.

“Per poter beneficiare del diritto alla salute riconosciuto dalla Costituzione – ha affermato Alessandra Salvatore – è necessario rivedere i parametri del decreto Balduzzi. Il calcolo matematico effettuato in base agli abitanti non consente a noi molisani di avere il diritto ad essere curati negli ospedali pubblici”.

La questione diventa ancora più impellente quando si parla di malattie tempo-dipendenti, come ha evidenziato Bibiana Chierchia, con l’emergenza legata alla chiusura del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale ‘Cardarelli’.

“La situazione della sanità in Molise negli ultimi anni è peggiorata – ha rimarcato l’ex sindaco e capogruppo della Sinistra per Campobasso Antonio Battista – siamo tuttavia fiduciosi su una maggiore attenzione del nuovo Governo e del nuovo ministro alla Salute alle esigenze di questa regione. Non si può fare solo il discorso dei grandi numeri. In Italia oltre alle metropoli esistono anche i piccoli comuni e non si può ragionare con criteri matematici quando si parla di sanità”.

Da qui la richiesta di modificare il Balduzzi e “regole troppo rigide che cozzano con il diritto costituzionale alla salute”. E a rivedere i criteri di nomina dei commissari: non tecnici ma politici, che conoscano il territorio e le esigenze della regione.

Commissari, c’è da dire, che saranno chiamati a partecipare alla seduta dell’Assise civica, come il governatore Toma (ma l’invito spetta alla presidenza del Consiglio). Insieme ai responsabili del comitati e degli ordini professionali.

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