Garanzia Giovani fa il bis: 7 milioni per potenziare istruzione, alta formazione e politiche attive del lavoro

Garanzia Giovani fa il bis: 7 milioni per potenziare istruzione, alta formazione e politiche attive del lavoro

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Il presidente Toma, gli assessori Di Baggio e Mazzuto hanno illustrato la misura che si rivolge alla generazione neet, acronimo inglese che indica persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Parte la fase due di “Garanzia Giovani”, con una dotazione finanziaria di oltre 7 milioni e 200mila euro. Questa mattina la presentazione dell’intero pacchetto che coinvolge gli assessorati guidati da Roberto Di Baggio e Luigi Mazzuto, alla presenza del presidente della Regione, Donato Toma, che ha illustrato il perimetro dell’intera azione.

“Una pianificazione trasversale che coinvolge i settori della formazione, dell’istruzione e delle politiche attive del lavoro – ha subito spiegato il governatore -. Un nuovo piano che riparte dalla considerazione di quelle che erano le criticità emerse nel corso della fase uno, in modo da superarle”.

Alla presenza anche dei dirigenti regionali che si occupano nello specifico della materiale scrittura del piano, sono stati illustrati i dettagli dei primi avvisi per l’accesso ai benefici previsti dalla programmazione regionale per la seconda fase di Garanzia Giovani. .

“Gli obiettivi previsti ripartono da quanto realizzato in sede di attuazione della prima fase triennale, puntando al superamento delle criticità emerse – ha spiegato il governatore -, in una logica di complementarietà con altri programmi regionali, nazionali e comunitari, ma anche di integrazione ed ottimizzazione delle risorse disponibili, pur nella specificità del target di utenti cui le azioni sono indirizzate” ha detto ancora Toma.

Il target di riferimento è quello dei giovani neet, che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi formativi: con meno di 29 anni, con un’estensione a persone al di sotto dei 35 anni, profilate presso i Centri per l’impiego ai quali il governatore ha riservato un ‘pensiero speciale’. Nelle intenzioni del triumvirato Toma-Mazzuto-Di Baggio i Centri per l’Impiego devono essere assolutamente ‘rinnovati’, al fine di porli in linea con le nuove esigenze del mercato occupazionale e professionale.

Tutte le azioni già definite, o in fase di elaborazione, sono principalmente indirizzate a favorire tirocini extracurriculari, tirocini extracurriculari in mobilità geografica, inserimento di giovani dai 15 ai 18 anni in percorsi formativi, accompagnamento al lavoro, sostegno all’assunzione e alla formazione” ha spiegato ancora il presidente.

Un’attenzione particolare è stata posta alla strategia della comunicazione allo scopo di favorire la maggiore conoscenza delle opportunità offerte a tutti i giovani interessati e ai datori di lavoro.

“Garanzia Giovani” riguarda in prima battuta i settore dell’istruzione e della formazione, in capo all’assessore Di Baggio. “Due milioni per progetti come l’obbligo formativo che per la prima volta riesce a catalizzare risorse importanti – ha spiegato l’esponente di Forza Italia -; l’intero territorio sarà coperto da questo importante finanziamento. Un milione poi a sostegno della formazione legata al mondo del lavoro che poi si traduce in un obbligo in capo alle imprese per le assunzioni. Trecentomila euro, poi, contro la dispersione scolastica. L’obiettivo è quello di formare in maniera adeguata i nostri giovani per immetterli nel mondo del lavoro”.

Certo, le trasformazioni che riguardano l’intero comparto sono state accuratamente vagliate e quindi considerate nella predisposizione delle misure a sostegno dei giovani in cerca di una occupazione ma con solide basi formative. Un percorso che mette in campo anche la possibilità di formarsi fuori dal Molise, in Italia e all’estero, e che contempla l’alta formazione tecnica, quella che rende la strada verso l’assunzione certa e garantita.

“La formazione è legata anche alla fase dell’apprendistato – ha rimarcato Luigi Mazzuto, assessore regionale al Lavoro – e le aziende ricercano alti profili, che siano davvero al passo con in tempi, che abbiano quella conoscenza dettagliata e professionale del lavoro che dovranno svolgere. In questa fase 2 di Garanzia Giovani abbiamo lavorato molto sull’eliminazione delle criticità che abbiamo rilevato nella precedente esperienza, liberando risorse ad esempio dalla ‘scheda di formazione’ che abbiamo trovato carente  al punto da riprogrammare fondi per un milione di euro circa. Riprogrammazione che avverrà attraverso bonus occupazionali che avranno ricadute sul territorio regionale. Un'altra criticità che abbiamo rilevato riguarda l’autoimprenditorialità dei giovani che non ha funzionato. Abbiamo avuto richieste per soli 24mila euro. Ripartiamo invece da quello che ha funzionato, i tirocini formativi con una dotazione finanziaria di circa due milioni e mezzo di euro. L’apprendistato di alta formazione è il quid che aiuta, il pass per entrare nel mondo del lavoro in maniera specializzata”.

Entro novembre un primo incontro della rete di soggetti che coinvolge l’Università del Molise, primo centro di eccellenza della regione come rimarca Toma. Poi i commercialisti, i consulenti del lavoro, le imprese, i sindacati e le scuole: una rete che condividerà il percorso perché dovrà farsi tramite delle informazioni da veicolare per la platea degli interessati al piano.

“Dobbiamo essere veloci nel formare e nel reimmettere nel mondo del lavoro i giovani che cercano lavoro o chi ha perso una occupazione – ha rimarcato Toma – e in questo contesto, come è evidente, la formazione riveste un ruolo fondamentale”. Anche se tutto parte dal tessuto imprenditoriale, da chi vuole investire sul territorio del Molise: più imprese, più formazione e più lavoro è la ‘piramide’ del futuro immaginata da Toma e sulla cui costruzione sta lavorando.

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