La guerra dei bolli auto: arrivano preavvisi di ‘ganasce’ ma la tassa è prescritta

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Il caso scoppia dopo le dichiarazioni del presidente del comitato Protrignina che ha assistito centinaia di automobilisti ai quali la tassa era stata notificata, all’inizio del 2018, dopo i 3 anni previsti dalla legge. Nonostante l’opposizione e l’intervenuta prescrizione, ora si ‘minacciano’ fermi amministrativi delle auto


CAMPOBASSO. L’associazione che presiede ne ha assistiti oltre un centinaio quando scoppiò la “guerra dei bolli auto”. Ma le cartelle con gli avvisi di pagamento per tasse prescritte, visto che erano state notificate ad inizio 2018 e dopo i tre anni consentiti di legge, sono state oltre 30mila e moltissimi molisani hanno fatto ricorso agli avvocati di fiducia, alle associazioni dei consumatori. Vista la evidenza del caso, l’allora presidente della Regione Paolo di Laura Frattura suggerì, con delibera di Giunta dell’aprile dello stesso anno, di ricorrere alla mediazione tributaria. In questi giorni, molti di quegli automobilisti che si opposero, come la legge consente, al pagamento della tassa prescritta, hanno trovato nella cassetta delle lettere, il preavviso di fermo amministrativo. Che, in parole povere, vuol dire ganasce all’automobile. E ove mai l’autovettura non fosse più in possesso, prelievo sullo stipendio o sulla pensione.

Su questo Antonio Turdò, presidente del Comitato ‘Protrignina’, non transige. Ha già preso appuntamento con il dirigente della Ica Creset (la società che si occupa della riscossione del bolli per conto della Regione) e con il dirigente dell’ufficio tributi regionale per capire cosa sia accaduto nel frattempo, visto che dalla società non sarebbe arrivata alcuna comunicazione agli automobilisti che illo tempore fecero opposizione in merito ad un eventuale non accoglimento. Né, tantomeno, la normativa pare essere stata modificata.

antonio turdò

“Le comunicazioni fanno riferimento ad annualità dal 2008 al 2013, bolli auto che furono ingiunti pur in evidente e palese nullità dell’atto ab inizio ai sensi e per gli effetti della legge 60 del 1986 che obbliga il creditore a comunicare la sua pretesa debitoria nel triennio. In molti casi questo avvenne dopo” riepiloga Turdò.

“La cosa ci ha meravigliato assai e di questo chiederemo conto sia alla Regione Molise, ufficio tributi, che alla Ica-Creset di Campobasso nella prossima settimana:  ci siamo opposti a quegli atti ingiuntivi, abbiamo personalmente depositato la richiesta di annullamento e certificato la decadenza per la prescrizione della pretesa debitoria, richiesta formulata ai sensi e per gli effetti dell’art.1 della legge 228/2012, norma che prevede il silenzio assenso a conferma della richiesta formulata dal cittadino automobilista. E così è avvenuto infatti dal mese di febbraio 2018 nessuna comunicazione è giunta da parte della Regione Molise e della stessa Ica Creset di Campobasso. Oggi – incalza Turdò - improvvisamente vengono comunicati atti coattivi e di fermo amministrativo! Definire questo atteggiamento non rispettoso della legalità e del diritto dell’utente è il minimo! Se fossimo stati informati che non venivano accettate le opposizioni, le stesse vanno motivate, ci saremmo potuti difendere in altre sedi oppure potevamo decidere di adire al condono, alla rottamazione, alla rateizzazione oppure al pagamento unico. Ci si sta comportando in modo vessatorio, spinti unicamente dal principio di fare cassa sulla pelle di noi automobilisti”.

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