Senologia: Isernia non si arrende, Toma convoca il dg Lucchetti

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Il presidente convoca il dg Lucchetti per cercare una soluzione tampone, in attesa del Pos. Sulla ‘breast unit’ non sembrano esserci margini per un salvataggio. Il reparto ‘non esiste’ e non si possono effettuare interventi chirurgici. Michele Durante (Pd) incalza i dem e i 5 Stelle: è ora di presentare la mozione di sfiducia al presidente della Regione


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Su Senologia la faccenda non finisce di certo qui: una lunga mattinata, quella appena terminata, contraddistinta dal presidio dei comitati, dalle proteste dai toni accesi che hanno surriscaldato il clima del Consiglio regionale e dalle comunicazioni del governatore che ha riportato la posizione dell’Asrem sulla “breast unit” e ha deciso, in corso d’opera, di convocare il dg Lucchetti. L’epilogo, che di fatto cristallizza il risultato della giornata. Fuori dal Palazzo, tra le proteste, Michele Durante, esponente dell’assemblea regionale del Pd, ha invitato il segretario Facciolla e il capogruppo dei 5 Stelle Andrea Greco a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del governatore Toma. “Un atto dovuto”, chiosa.

TOMA CONVOCA LUCCHETTI. Il presidente della Regione, intorno alle 13, dopo aver incontrato i delegati (tra i quali Emilio Izzo e Ovidio Bontempo) ha comunicato all’aula di aver deciso di voler procedere con una convocazione del direttore generale facente funzioni dell’Asrem, Antonio Lucchetti, che stasera o al massimo domani dovrà interagire con il governatore per capire “se ci sono aperture, rispettando i requisiti di sicurezza, per poter esaurire gli interventi programmati”. Quindi, una sorta di stand by per consentire alle donne che sono in ‘lista’ di poter eseguire l’intervento al Veneziale. Ma solo in attesa di leggere il prossimo Programma operativo sanitario, che di fatto metterà nero su bianco la sanità del Molise. E quindi darà certezze che al momento non ci sono.

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LA RELAZIONE DELL'ASREM. Nei fatti, la relazione del dg Lucchetti non aggiunge granché di nuovo a quello che è già noto: la ‘breast unit ‘del Veneziale è centro di primo livello, quindi struttura deputata agli esami preliminari e non agli interventi chirurgici. “Dando seguito all’impegno che mi è stato assegnato dal Consiglio regionale ho scritto al dg – ha spiegato Toma all’aula dopo le proteste e un primo incontro con i cittadini di Isernia, che hanno raggiunto il Consiglio con un pullman – invitandolo a sospendere qualsiasi provvedimento di riduzione dei servizi sanitari nelle more dell’approvazione del Pos e in particolare rispetto alla ‘breast unit’ e alla Senologia del Veneziale. Ieri sera ho ricevuto la risposta. Io non ho alcun potere di aprire o chiudere reparti – ha detto Toma – : le linee guida prevedono un reparto ogni 250mila abitanti, con una casistica di 150 nuovi casi”. Esiste in Molise il centro di secondo livello, a Campobasso, dove si garantisce presenza di tutta quella rete indispensabile per garantire la sicurezza: dall’oncologo al senologo con i reparti di anatomia patologica, biologia molecolare, con il genetista e il radiologo. Con il sostegno psicologico e con la radioterapia. “Unica struttura per l’attività chirurgica – ha detto Toma, leggendo la relazione di Lucchetti - un centro monitorato dal Ministero dove si concentrano le attività che garantiscono la sopravvivenza della ‘breast unit’ del Veneziale. Il Cardarelli, quale sede del centro di secondo livello, risponde ai principi di uguaglianza, qualità e sicurezza delle cure, garantendo un percorso virtuoso che intende recuperare la mobilità passiva. Al Veneziale non risulta mai istituita una unità di senologia, ma solo attività di primo livello”. Dopo questo passaggio in aula, perché resti agli atti la risposta dell’Asrem all’invito del presidente, l’incontro con la delegazione dei Comitati.

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