Accoglienza dei profughi siriani, Conte: non accetteremo ricatti dalla Turchia

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Il premier a Isernia ha invitato l’Unione Europea a parlare con una sola voce per far cessare l’azione militare. In merito alla manovra e al piano antievasione ha detto: “Recuperare un euro dall’economia sommersa, significa poter investire nelle scuole, negli ospedali e ridurre le tasse a tutti”. GUARDA IL SERVIZIO


ISERNIA. "Lo dirò forte e chiaro al prossimo Consiglio Europeo: l'Ue non può accettare questo ricatto dalla Turchia" su un'accoglienza, quella dei profughi siriani, "finanziata ampiamente dall'Europa.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell’incontro con gli studenti che si è tenuto oggi a Isernia. “L'iniziativa militare deve cessare immediatamente – ha sottolineato - e l'Ue e tutta la comunità internazionale dovrà parlare con una sola voce. I problemi di stabilizzazione di una regione non possono essere risolti con un’opzione militare. Storicamente è il fallimento di qualsiasi stabilizzazione e non lo possiamo accettare”.

A Isernia il premier ha parlato anche della manovra. “Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli della manovra – ha detto -. Stiamo lavorando e ci sta molto impegnando il piano antievasione. Vogliamo favorire l’utilizzo della moneta elettronica nella convinzione che questo potrà portare a fare emergere l’economia sommersa. Essere onesti conviene. Recuperare un euro dall’economia sommersa, significa poter investire nelle scuole, negli ospedali e ridurre le tasse a tutti. Questo è il nostro obiettivo. Stiamo poi lavorando a quelle misure che ci consentano di dare quella svolta che vogliamo imprimere al Paese”.

All’auditorium Conte ha incontrato circa 600 giovani. “Sono loro il nostro futuro – ha sottolineato - e con loro dobbiamo ragionare, dialogare per coinvolgerli in questo progetto di crescita. Se siamo qui oggi è anche per dare un grande segnale al Sud, che ha grandi potenzialità”.

Presente all’incontro anche il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano. “Il Mezzogiorno – ha detto – deve avere quello che gli spetta, ma deve crederci e dimostrare di essere capace di realizzare gli interventi”.

Prima di recarsi a Campobasso per la firma del Cis, il premier si è trattenuto per una visita privata presso la coperativa Lai - Lavoro anch'io, dove ha consumato il pranzo con i ragazzi.

Deborah Di Vincenzo

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