‘Modello Molise’ alla base del Piano per il Sud: l’annuncio del ministro Provenzano

‘Modello Molise’ alla base del Piano per il Sud: l’annuncio del ministro Provenzano

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Oggi a Campobasso, durante la cerimonia in prefettura per la firma del Cis. Il governatore Donato Toma ha insistito sulla superstrada a quattro corsie, per superare l’isolamento della regione. Questione evidenziata anche nell’intervento del sindaco del capoluogo Roberto Gravina


CAMPOBASSO. Il ‘Modello Molise’ può essere alla base del Piano per il Sud, che il Conte bis intende mettere in campo. Lo ha detto il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, oggi a Campobasso insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per la firma del Cis.

“Il sud - ha detto il ministro - deve avere quello che gli spetta, ma questo non basta. Il Sud deve crederci e deve assumersi la responsabilità di realizzare questi interventi". Da qui il Piano per il Sud, “che non sarà solo un Piano per il Sud – ha quindi precisato - ma un Piano per l'Italia, perché oggi l'unica possibilità che questo Paese ha di attivare il suo potenziale di crescita è di valorizzare le regioni del Mezzogiorno. Nella manovra ci sarà spazio per gli investimenti privati, ma grande parte sarà il rilancio degli investimenti pubblici “.

“Occorre ripartire dalle scuole – ha quindi precisato - investire su tutta la filiera della formazione, perché abbiamo bisogno di tutta l'intelligenza dei meridionali e investire nelle infrastrutture, perché abbiamo bisogno di spezzare l'isolamento di questi territori, per scoprire non solo la bellezza che ci raccontiamo ma la ricchezza nascosta".

Anche nelle parole del ministro, come in quelle del premier Conte, i riconoscimenti per la progettazione fatta il Cis. “Se mettete in campo questa capacità niente andrà perduto”.

L’intervento di Provenzano è arrivato dopo quello del presidente della Provincia Francesco Roberti e dei sindaci dei principali comuni della Regione. "Il contratto istituzionale di sviluppo – ha detto Roberto Gravina - deve rappresentare una duplice e forse anche triplice opportunità: anzitutto la responsabilizzazione della classe politica, affinché si garantiscano tempi certi e trasparenza delle procedure di gara e dell'affidamento dei lavori. Poi la crescita e lo sviluppo delle aree coinvolte, infine, una nuova coesione territoriale, capace di superare i campanilismi, per cogliere le opportunità di crescita che oggi ci vengono offerte".

"Ma il Cis - ha rimarcato ancora Gravina - sia anche l'inizio di un percorso che possa davvero rilanciare questa regione, la cui atavica deficienza infrastrutturale non consente di guardare verso l'orizzonte con il giusto ottimismo. Campobasso e il Molise e il Molise aspettano, da più di 30 anni, la dorsale stradale capace di attraversare questa regione in sicurezza e rapidità”.

Ancora più mirato, in proposito, l’intervento del governatore. "Non siamo contrari all'autonomia differenziata – ha detto Donato Toma - vogliamo che vada di pari passo con la perequazione infrastrutturale delle regioni del Sud”.

"Non è possibile - ha aggiunto Toma - rimanere così indietro rispetto ad altre realtà, che in questi anni hanno avuto la possibilità di realizzare importanti opere strategiche sui propri territori".

Quindi il presidente ha ricordato al premier la richiesta inviata lo scorso luglio, relativa alla realizzazione di una strada a quattro corsie, che colleghi Termoli a San Vittore. "Una richiesta che sicuramente è stata ricevuta dal ministro dei Trasporti - ha evidenziato - e che ha ricevuto anche il parere positivo tecnico dell'Anas. Ci aspettiamo sensibilità politica sulla realizzazione di questa arteria".

Carmen Sepede

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